«Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.» A. Einstein
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mercoledì 26 ottobre 2011

Il risparmio e la finanza etica

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, che si celebra ogni 26 Ottobre, ospito nel mio blog un commento di Ugo Biggeri Presidente della Banca Popolare Etica, della quale sono socio. 

"Oggi si celebra l'87a giornata mondiale del risparmio, una giornata pensata e voluta nel 1924. Da allora si è progressivamente confuso il risparmio con l'investimento, sottovalutandone differenze e soprattutto rischi, confondendo la necessità di conservare la ricchezza per costruire futuro con la produzione di denaro attraverso il denaro senza correre rischi. A partire da questo assunto quest'anno, nel pieno di una rinvigorita crisi finanziaria planetaria, ci troviamo a riflettere sul senso di una giornata di questo tipo e sul significato stesso della parola risparmio.

E' difficile promuovere il risparmio in un momento in cui i redditi delle famiglie sono erosi dalla crisi dell'economia reale, ancora più difficile è pensare di diffondere tra i giovani una cultura del risparmio con la disoccupazione giovanile ai massimi storici.

La finanza etica in questi anni si è trovata a dover riflettere su uno scenario locale e globale in continua evoluzione, di fronte a una finanza speculativa sempre più aggressiva, capace di sbaragliare le vecchie istituzioni di controllo e di creare mercati paralleli che a conti fatti sono così influenti da poter modificare le politiche pubbliche di stati che siedono ai tavoli del G8 o del G20.

Finanza etica significa uso responsabile del denaro, ed è per questo che riteniamo cruciale, nell'ambito della Giornata Mondiale del Risparmio richiamare l'attenzione sulla responsabilità di ognuno di noi nelle scelte finanziarie grandi o piccole che quotidianamente facciamo.
Abbiamo da poco messo a punto un posizionamento articolato sui temi della crisi finanziaria: "Non con i miei soldi!". Questo slogan è il risultato della nostra riflessione, della riflessione dei risparmiatori consapevoli che vogliono, a partire da un nuovo protagonismo in ambito finanziario, ritornare a governare il proprio futuro, annullando una delega mai formalizzata, ma purtroppo reale, alla finanza speculativa. Non solo, siamo al fianco di centinaia di organizzazioni non governative che oggi, come in questi mesi, stanno facendo pressione sui governi per l'istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie. In Italia la Campagna 005 va seguita e sostenuta www.zerozerocinque.it

Il nuovo protagonismo della società civile, dagli indignati spagnoli, agli attivisti americani, testimonia che forse la fiducia nei governi e nelle istituzioni di controllo dell'economia è venuta meno, ma testimonia anche che è nata una nuova fiducia che lega i cittadini alle iniziative economiche civili e solidali: dai gruppi di acquisto solidali alle famiglie che difendono l'istruzione dei propri figli, dalle campagne in difesa dei beni comuni, alle iniziative di produzione di energia rinnovabile in ambito locale.

E' da qui che vorremmo ripartire, da questa nuova fiducia che ci rende consapevoli che per noi questa è la giornata mondiale del risparmio "responsabile" dedicata a chi è in movimento per chiedere alla finanza di tornare a servire l'interesse più alto. Quello di tutti."

venerdì 21 ottobre 2011

"La speculazione affama i poveri"

«Non si era mai verificato nella storia che le società permettessero ad un manipolo di investitori di farla franca rubando il pane alla povera gente. Per l’investitore prezzi crescenti degli alimenti significano denaro, per il povero prezzi crescenti degli alimenti significano fame». Queste sono le parole con le quali Vandana Shiva, fisica indiana e attivista per i diritti dei coltivatori di tutto il mondo, introduce il tema principale della Giornata mondiale dell’alimentazione 2011: la fluttuazione dei prezzi degli alimenti – dalla crisi alla stabilità.

La crisi finanziaria internazionale sembra essersi stretta attorno al mercato delle materie prime in seguito alla crisi della finanza mondiale a partire dal 2007. Continua la Shiva «grandi investitori hanno abbandonato il mercato immobiliare per tuffarsi in quello degli alimenti e della terra, conseguendo così super profitti».

Prorio in questi giorni è partita da Roma la campagna mondiale di sensibilizzazione sugli OGM che prende spunto da un dossier curato da Vandana Shiva, The Gmo Emperor has no clothes. Il rapporto raccoglie centinaia di ricerche, studi ed esperienze sul campo condotte in tutto il mondo da ricercatori e scienziati. Il lavoro è coordinato da Navdanya International, l’associazione fondata dalla stessa Vandana Shiva nel 1991.

Spesso si motiva l'aumento dei prezzi degli alimenti e delle materie prime in generale con la crescita della domanda proveniente dalle economie dei paesi emergenti. Vandana Shiva, non ritiene assolutamente, indiani e cinesi causa di tutti i mali del mondo e sostiene che «Nel 2008, anno in cui i prezzi degli alimenti sono saliti, il consumo di cereali negli USA è aumentato del 12%, a fronte del 2% in India, un aumento pari della produzione. Gran parte dei cereali prodotti non è andata alla gente, ma ad alimentare automobili e sfamare animali. Infatti, in India, durante tutto questo periodo, il consumo pro capite annuo è sceso da 170 a 150 kg, non perché non si coltivava più, ma a causa della volatilità dei prezzi».


“Negli ultimi anni – ha spiegato Vandana Shiva - abbiamo ascoltato sempre più spesso esperienze fallimentari delle colture OGM, mentre dall’altra parte è emersa con sempre più evidenza la capacità dell’agricoltura ecologica di aumentare le produzioni di cibo. Abbiamo perciò deciso di mettere insieme tutto il lavoro prodotto dalla rete mondiale di scienziati, attivisti e comunità locali. Il risultato è chiaro: l’imperatore Ogm non ha vestiti. Le sue promesse sono illusioni”.

Andando sul sito di Navdanya International chi vorrà potrà aderire alla campagna L’imperatore degli Ogm è senza vestiti per pretendere l’etichettatura degli OGM, aiutare a salvare i semi, investire nel futuro sostenendo progetti locali legati al cibo OGM-free e prodotto in maniera sostenibile.
Frenare la speculazione su tali merci e coltivare la terra secondo i principi ecologisti consentirebbe, secondo , di duplicare la produzione alimentare mondiale a cui i piccoli coltivatori contribuiscono per l’80%. Che sia finalmente giunto il momento di invertire la rotta?

venerdì 9 settembre 2011

Diario dall'Ecuador/1. Riflessione all'arrivo.

Quito - Scorcio della Piazza principale e della Cattedrale
Esmeraldas (Ecuador). Mentre sto scrivendo questo mio primo post dal Sudamerica mi sembra di essere un inviato di un giornale. Come già detto nel post precedente mi trovo in Ecuador per un mese, un po’ vacanza e un po’ volontariato. Almeno questo era l’intento alla partenza. Poi arrivato qua, mi sono accorto di essere capitato in una realtà un po’ più dura di quanto mi aspettassi. Ero già stato in Ecuador con amici nel 2003, per aiutare il nostro caro amico Padre Pino… quindi non era tutto nuovo per me, ma in ogni caso la realtà che vi descriverò oggi, nei prossimi post e di persona al mio ritorno è stata ben oltre le aspettative.

Preciso che scriverò delle riflessioni di getto, senza starci troppo a riflettere, spero di poterle commentare con qualche mio lettore, in modo magari da affinare il ragionamento o condividerne la passione.
Iniziamo con ordine. Sono arrivato a Quito sabato 3, ho visitato e dormito nella capitale e il giorno dopo sono partito in pullman alla volta di Esmeraldas nel nord del Paese. Quito è molto bella, con il suoi palazzi in stile coloniale, le Chiese e l’idioma… ci ricorda la Conquista e la dominazione spagnola; poi le persone e i loro visi con tratti andini, occidentali, africani… ci ricordano che la storia del mondo è sempre stata decisamente complicata…
Uscendo dalla città e arrivando dopo 6 ore a Esmeraldas ci si trova subito a fare altre riflessioni, ci si imbatte nella povertà, a volte dignitosa, a volte proprio estrema e non puoi non chiederti, ma come è possibile, nel 2011? Sono anni, decenni, che si parla di aiuto allo sviluppo, di povertà, di migliore distribuzione delle risorse, di Obiettivi dell’ONU per il 2015… forse a questi Ecuadoriani (non Ecuadoregni por favor) non hanno detto che tra poco staranno meglio. Non ci siamo.
Esmeraldas - Quartiere periferico
Non ci siamo, noi in alcune case nelle quali sono stato in questi giorni non alleveremmo nemmeno le galline. Certo è questione di cultura, di possibilità, di sviluppo economico, di storia, di secoli… di destino forse… Ma la sensazione di essere preso (scusate) per il culo da chi detta le ricette per il futuro del mondo, socialisti, liberisti, teorici e nobel vari, mi è venuta.

Premetto che non sono uno studioso, che non vivo sempre in queste realtà, che sono di certo poco rispettoso di tante idee e teorie varie e forse anche del popolo ecuadoriano, ma io da turista del “mondo che ce l’ha fatta” provo vergogna. Gli diamo qualche euro per le banane che poi ci vendono a 20 volte tanto, gli diamo qualcosa per il petrolio che fa andare avanti le nostre economie… certo l’Ecuador vive di queste entrate ma sono le multinazionali del mondo ricco a fare il bottino… in cambio di inquinamento dell’aria e dei mari, distruzione delle foreste per gli oleodotti (qua vicino c’è una delle raffinerie più grandi del Sudamerica, che da lavoro, sì…, ma con che salari e con quali ricadute sanitarie e ambientali per la gente? Molto del cacao che abbiamo nelle nostre cucine arriva dall’Ecuador, ma il prezzo lo decide la Nestlè (e altri multinazionali), mica il contadino che ha il campo e la materia prima…

I problemi enormi di questo piccolo Paese, sono l’enorme concentrazione di ricchezza nelle mani di poche famiglie, redditi bassissimi per la gran parte della popolazione, problemi legati alla salute, all’igiene e all’alimentazione, grande diffusione della criminalità, e sono tutte cose che difficilmente si possano migliorare.
In visita con l'Organizzazione OVCI
in una delle case dove vive un assistito

In questi giorni ho avuto occasione di visitare molte famiglie, un po’ all’interno del progetto portato avanti da OVCI e dal Governo Ecuadoriano, un po’ per distribuire dei viveri del World Food Program dell’ONU (www.wfp.org). Sono stati incontri a volte sereni e belli, a volte veramente difficili per quello che si vede.
Noi apparteniamo al mondo che a partire dai Greci e dai Romani ha dettato legge nel Mondo, prima erano stati i Babilonesi, poi gli Egiziani… Ecco e se fossimo nati dalla parte sbagliata? Io solo per il fatto di essere nato a Monza, già sono sulla scialuppa di salvataggio del Titanic e se prendo il morbillo devo solo stare a casa dall’asilo… se il morbillo lo prendi qua spesso non lo potrai raccontare da grande.

Il dubbio allora ti viene… ma che ci stanno a fare la cooperazione internazionale e le ONG? Che fa l’UNICEF e l’ONU? Che fanno i Governi che dicono di aiutare i Paese del “Terzo Mondo”? E quelli che dicono “aiutiamoli a casa loro!” E quando fanno anche tanto, come l’Organismo OVCI (www.ovci.org) che mi ospita… serve? O si sta scopando il mare? Servo io qua, o vengo solo per fare il figo quando torno? Per mettere le foto su facebook®? Per sentirmi fare i complimenti?

Con alcune Operatrici nella cittadina
di Roqafuerte, a 1,5 ore da Esmeraldas
In parte si, dico la verità, sono poco umile e infatti sul mio blog sto raccontando questa storia. Dirò di più, sono qua addirittura per arricchirmi. Si perchè vedere tanti ecuadoriani, che avendo quasi niente, si danno fare per il vicino di casa, magari per aiutare una ragazza di 14 anni che dopo il secondo parto e un’infermità mentale… diciamo che fatica, o per andare a trovare un vecchio o un bambino che distano dalla città e che hanno bisogno, o per assistere famiglie in estrema difficoltà… ti arricchisce. Punto.

Ogni tanto leggiamo di statistiche che parlano di milioni di persone che escono dalla “soglia della povertà”, di un mondo che sta meglio, sia in campo economico che sanitario… non so, le statistiche avranno anche parti di verità e poi devono riassumere… ma quello che sto vedendo in questi giorni mi lascia con molti dubbi. Dire che non è povero chi è sopra la soglia di un reddito giornaliero di 2$ (dato preso come punto di riferimento da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale) direi che è un po’ pochino per un paese dove ti servono almeno 5$ al giorno per mangiare. E se hai dei figli? E se devi risparmiare soldi per altre cose? Forse i poveri nel mondo sono un po’ sottostimati… forse. Ma non sta bene dirlo. E allora non diciamolo, poi però non stupiamoci se milioni di essere umani lasciano le loro terre, le loro radici, e vengono a cercare fortuna e un futuro migliore a Brugherio… non stupiamoci, tutto qua.

E’ vero che anche in Italia per molti la situazione soprattutto economica e sociale si sta facendo pesante…, la cosa che veramente mi fa agitare in queste notti è che le cause sono le stesse. Non abbiamo capito niente, e continuiamo a non capire. Parliamo sempre e solo di crescita, di consumare di più, di creare più ricchezza, mai di DISTRIBUIRLA MEGLIO! Questo non è socialismo (il Presidente dell’Ecuador Correa mi perdonerà…) E’ GIUSTIZIA! E questo vale sia per i paesi poveri che per quelli ricchi.


Esmeraldas - Una delle spiagge della zona turistica, esempio
della concentrazione estrema della ricchezza in questo Paese
Scusatemi ancora se vi sono parso un po' troppo predicatore... nel prossimo post prometto di essere meno palloso e vi racconterò cosa ho fatto finora e di come cerco di fare anche il turista in un paese ricco di natura e con dei posti strepitosi.
Grazie per il tempo che mi avete dedicato.

Un abrazo a todos

giovedì 12 maggio 2011

Ma l'economia deve per forza crescere? Sempre? Ovunque? A che prezzo?

Il tema dei tassi di crescita di un'economia spesso torna di attualita': a senso chiedere alle economie dei vari Paesi di crescere sempre? E' una cosa fattibile? Che costi sociali e economici ha?
Elvio Dal Bosco, per 30 anni funzionario del centro studi della Banca d’Italia, conosce da vicino le dinamiche di creazione della ricchezza e dell’economia mondiale. Ne ha scritto in La leggenda della globalizzazione e L’economia mondiale in trasformazione. Entrambi basati sull'idea che il calcolo della ricchezza nazionale non può dimenticare i danni ambientali e sociali prodotti dall'accelerazione della crescita.

Un articolo su Lettera 43 ci offre un intervista e alcuni approfondimenti sul tema. Ad esempio qual è il parametro per decidere la sostenibilità? La risposta di Dal Bosco appare scontata: l’ambiente, le risorse sono finite per definizione. E quindi non possono essere utilizzate per perseguire una crescita infinita. Oltretutto, a cosa serve rincorrere la ricchezza? A cosa serve? L’industrializzazione, lo sviluppo, la crescita servono a ottenere un benessere base, ma non ha senso, secondo l'autore perseguire all'infinito. Quindi è giusto che l’Africa, l’Asia e i posti dove le condizioni di vita sono ancora difficili continuino a spingere sul Prodotto interno lordo, noi no.

Questo tema risulta strettamente connesso con quello della giustizia, della equa distribuzione di ricchezza, della dinamica dei flussi migratori. E' su questi temi che si gioca il futuro nostro e del pianeta. Non basta voler intervenire nell'alzare o abbassare barriere economiche e umane tra popoli e diritti.

mercoledì 19 gennaio 2011

Le priorità dell'Italia. Chi ha tempo di occuparsene?

Prendendo spunto da una riflssione del Financial Times di qualche giorno fa, sono molte le cose che non vanno in Italia, solo per citarne alcune:
- un giovane su quattro è disoccupato,
- la crescita è poco più che anemica;
- gli investimenti esteri sono in calo,
- il debito nazionale ha raggiunto la quota di 1.800 miliardi di euro.
- il cancro della criminalità organizzata continua a infestare fette intere del Paese e dell'economia.
- la situazione dell'istruzione, dalle elementari alle università non è per niente rosea.
Eppure, invece di trovare soluzioni a questi problemi, la nostra classe politica e di conseguenza il paese rischia di essere coinvolta in un’altra puntata di Berlusconi contro la magistratura.
L’Italia merita di meglio... lo pensano gli inglesi, noi cosa ne pensiamo? Questo è il problema

mercoledì 5 gennaio 2011

Sulla giustizia e sulle carceri

Un'altra condanna sbagliata in Texas e un'interessante articolo sui suicidi nelle carceri italiane mi portano a riflettere sul senso delle carceri e delle pene inflitte. La detenzione non deve diventare vendetta, ma servire a migliorare la persona che ha commesso un delitto per quanto grave. Ho linkato due articoli di due diversi paesi, USA e Italia, proprio per evidenziare il fatto che la giustizia e il carcere sono temi e problematiche mondiali. Errori nei tribunali distruggono a volte per sempre, in un paese dove incredibilmente abbiamo ancora la pena di morte, la vita di una persona. Carceri disumane, anche in paesi ritenuti ad alto grado di sviluppo, non solo per sovraffollamento ma soprattutto per la mancanza di personale sia di guardia che addetto alle terapie, per la carenza di progetti di reinserimento nella societa', servono solo a fare delle carceri una scuola del crimine. La giustizia (che non migliora solo parlando di intercettazioni e durata dei processi...)deve funzonare in modo che chi commetta un reato debba scontare una pena equa, e le carceri devono servire a correggere e migliorare una persona, non ha eliminarla o a peggiorarla. Se servono nuove e migliori progioni, costruiamole, ma con il fine di usarle meglio.

sabato 25 dicembre 2010

Facciamogli sapere che è Natale!

Oggi è Natale, facciamo in modo che gli auguri che di cuore ci scambiamo in questi giorni non risultino ipocriti... Ci sono tante persone nel mondo che oggi 25 Dicembre 2010 NON SANNO CHE E' NATALE! Let them know it's Christmas time. http://www.youtube.com/watch?v=hmpMtf1p86U "And there won't be snow in Africa this Christmastime. The greatest gift they'll get this year is life" E non ci sarà neve in Africa questo Natale. Il più grande regalo che riceveranno quest'annoè la VITA

martedì 26 ottobre 2010

Quanto vale la vita di un Albanese?

Il tribunale di Torino: «Bisogna equilibrare il pagamento danni al valore del denaro nel Paese
dove risiedono i danneggiati». E visto che l’Albania è un’area ad economia depressa, ai familiari dell’uomo morto sul lavoro va un risarcimento di dieci volte inferiore rispetto a quello che toccherebbe ai congiunti di un lavoratore in Italia. Per fortuna siamo nati in Italia... o forse no?

venerdì 18 giugno 2010

L'Italia ha bisogno del 24esimo ministro

S.B. promise in campagna elettorale di fare un governo di 12 persone... siamo arrivati dopo 2 anni a 24... Ma la cosa interessante è che in tempo di tagli e di crisi, dopo avere il ministro per la semplificazione (Calderoli), quello per le Riforme (Bossi), quello per i rapporti con le regioni (Fitto)... servisse anche quello per il Federalismo: il neo nominato Brancher. Il dubbio sorge quando si pensa che il neo ministro dovrebbe testimoniare al processo Antonveneta (quello di Fazio e Fiorani)... La prossima udienza è fissata per il 26 giugno ma i suo legali al momento non si sbilanciano e fanno sapere di non aver ancora deciso se utilizzare o meno il legittimo impedimento e la conseguente sospensione per 18 mesi del processo. leggi qua per approfondire.

mercoledì 13 gennaio 2010

A chi serve l'indulto?

Per un bel po' di tempo la retorica politico/partitica soprattutto di una certa area ha sempre parlato dell'indulto come di un modo per lasciare liberi famigerati extracomunitari e spacciatori di ogni tipo... ma poi cosa si scopre? Chi beneficerà di tale "regalino"... guardate qua. Che altro aggiungere?