«Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.» A. Einstein

giovedì 27 ottobre 2011

Migranti in Italia: una presenza sempre più importante

E' stato presentato oggi il dossier Caritas/Migrantes, che analizza e affronta il fenomeno migratorio dal punto di vista internazionale, nazionale e dei contesti regionali, fornendo informazioni sulle presenze e sulle caratteristiche del soggiorno degli immigrati.
Sono 4.570.317 i cittadini stranieri residenti in Italia, pari al 7,5% della popolazione, nell'ultimo anno la presenza di cittadini stranieri in Italia è aumentata di 335.258 unità. Le principali popolazioni sono i romeni (968.576), gli albanesi (482.627), i marocchini (452.424) e i cinesi (209.934).
Tra le tantissime informazioni e approfondimenti è interessante sapere ad esempio che in tema di pensioni, molto di moda in questi giorni, i migranti contribuiscono con 7,5 miliardi di euro, in quanto essendo mediamente più giovani degli italiani, e quindi in proporzione tra gli stranieri ci sono più persone in età lavorativa che tra la popolazione italiana, secondo le stime del Dossier sull'immigrazione Caritas/Migrantes, se il nostro sistema pensionistico regge è anche grazie anche ai contributi pagati dagli immigrati.

mercoledì 26 ottobre 2011

Il risparmio e la finanza etica

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, che si celebra ogni 26 Ottobre, ospito nel mio blog un commento di Ugo Biggeri Presidente della Banca Popolare Etica, della quale sono socio. 

"Oggi si celebra l'87a giornata mondiale del risparmio, una giornata pensata e voluta nel 1924. Da allora si è progressivamente confuso il risparmio con l'investimento, sottovalutandone differenze e soprattutto rischi, confondendo la necessità di conservare la ricchezza per costruire futuro con la produzione di denaro attraverso il denaro senza correre rischi. A partire da questo assunto quest'anno, nel pieno di una rinvigorita crisi finanziaria planetaria, ci troviamo a riflettere sul senso di una giornata di questo tipo e sul significato stesso della parola risparmio.

E' difficile promuovere il risparmio in un momento in cui i redditi delle famiglie sono erosi dalla crisi dell'economia reale, ancora più difficile è pensare di diffondere tra i giovani una cultura del risparmio con la disoccupazione giovanile ai massimi storici.

La finanza etica in questi anni si è trovata a dover riflettere su uno scenario locale e globale in continua evoluzione, di fronte a una finanza speculativa sempre più aggressiva, capace di sbaragliare le vecchie istituzioni di controllo e di creare mercati paralleli che a conti fatti sono così influenti da poter modificare le politiche pubbliche di stati che siedono ai tavoli del G8 o del G20.

Finanza etica significa uso responsabile del denaro, ed è per questo che riteniamo cruciale, nell'ambito della Giornata Mondiale del Risparmio richiamare l'attenzione sulla responsabilità di ognuno di noi nelle scelte finanziarie grandi o piccole che quotidianamente facciamo.
Abbiamo da poco messo a punto un posizionamento articolato sui temi della crisi finanziaria: "Non con i miei soldi!". Questo slogan è il risultato della nostra riflessione, della riflessione dei risparmiatori consapevoli che vogliono, a partire da un nuovo protagonismo in ambito finanziario, ritornare a governare il proprio futuro, annullando una delega mai formalizzata, ma purtroppo reale, alla finanza speculativa. Non solo, siamo al fianco di centinaia di organizzazioni non governative che oggi, come in questi mesi, stanno facendo pressione sui governi per l'istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie. In Italia la Campagna 005 va seguita e sostenuta www.zerozerocinque.it

Il nuovo protagonismo della società civile, dagli indignati spagnoli, agli attivisti americani, testimonia che forse la fiducia nei governi e nelle istituzioni di controllo dell'economia è venuta meno, ma testimonia anche che è nata una nuova fiducia che lega i cittadini alle iniziative economiche civili e solidali: dai gruppi di acquisto solidali alle famiglie che difendono l'istruzione dei propri figli, dalle campagne in difesa dei beni comuni, alle iniziative di produzione di energia rinnovabile in ambito locale.

E' da qui che vorremmo ripartire, da questa nuova fiducia che ci rende consapevoli che per noi questa è la giornata mondiale del risparmio "responsabile" dedicata a chi è in movimento per chiedere alla finanza di tornare a servire l'interesse più alto. Quello di tutti."

lunedì 24 ottobre 2011

Le 5 leggi della stupidità umana.

Stimolato da un bell'articolo dell'inserto Domenica del Sole24Ore, oggi dedico un post a Carlo M. Cipolla, uno storico dell'Economia che ha insegnato in Italia e negli USA

Wikipedia ci ricorda che nel 1995 ha ricevuto il Premio Balzan per la storia economica con questa motivazione: "Carlo Maria Cipolla è considerato dai suoi contemporanei come il caposcuola di storia economica che più ha saputo infondere in tale disciplina uno spirito innovatore. Grazie alla sua curiosità intellettuale, dominata da rigore di pensiero e di metodo, e in virtù di una ricerca meticolosa delle fonti, ha combinato l’approccio macro-storico con studi di micro-storia in opere di grande originalità e solidità, che spaziano in campi economico-culturali molto estesi."

Non voglio parlare dei tanti studi, ricerche, scritti dei quali e' stato autore, ma del fatto che Cipolla approfondì il controverso tema della stupidità umana formulando la famosa teoria della stupidità, enunciata nel suo arguto libello stampato dal titolo The Basic Laws of Human Stupidity

1. Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
2. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
3. Una persona è stupida se causa un danno a un'altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.
4. Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore.
5. La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
 
Di fatto la teoria di Cipolla identifica gli stupidi come un gruppo forse più potente di mafie, lobby o gruppi di interesse, ha la caratteristica di non essere organizzato e ordinato, ma tuttavia riesce ad operare con incredibile efficacia.
 
Nella sua teroria ha anche elaborato un grafico cartesiano, mettendo sulle ascisse e sulle ordinate rispettivamente la capacita' di produrre vantaggi o svantaggi per se' e per gli altri.
Abbiamo cosi':
- Intelligenti (in alto a destra): fanno il proprio vantaggio e quello degli altri
- Sprovveduti (in alto a sinistra): danneggiano sé stessi e avvantaggiano gli altri
- Banditi (in basso a destra): danneggiano gli altri per trarne vantaggio
- Stupidi (in basso a sinistra): danneggiano gli altri e sé stessi

Sarà vero?

venerdì 21 ottobre 2011

"La speculazione affama i poveri"

«Non si era mai verificato nella storia che le società permettessero ad un manipolo di investitori di farla franca rubando il pane alla povera gente. Per l’investitore prezzi crescenti degli alimenti significano denaro, per il povero prezzi crescenti degli alimenti significano fame». Queste sono le parole con le quali Vandana Shiva, fisica indiana e attivista per i diritti dei coltivatori di tutto il mondo, introduce il tema principale della Giornata mondiale dell’alimentazione 2011: la fluttuazione dei prezzi degli alimenti – dalla crisi alla stabilità.

La crisi finanziaria internazionale sembra essersi stretta attorno al mercato delle materie prime in seguito alla crisi della finanza mondiale a partire dal 2007. Continua la Shiva «grandi investitori hanno abbandonato il mercato immobiliare per tuffarsi in quello degli alimenti e della terra, conseguendo così super profitti».

Prorio in questi giorni è partita da Roma la campagna mondiale di sensibilizzazione sugli OGM che prende spunto da un dossier curato da Vandana Shiva, The Gmo Emperor has no clothes. Il rapporto raccoglie centinaia di ricerche, studi ed esperienze sul campo condotte in tutto il mondo da ricercatori e scienziati. Il lavoro è coordinato da Navdanya International, l’associazione fondata dalla stessa Vandana Shiva nel 1991.

Spesso si motiva l'aumento dei prezzi degli alimenti e delle materie prime in generale con la crescita della domanda proveniente dalle economie dei paesi emergenti. Vandana Shiva, non ritiene assolutamente, indiani e cinesi causa di tutti i mali del mondo e sostiene che «Nel 2008, anno in cui i prezzi degli alimenti sono saliti, il consumo di cereali negli USA è aumentato del 12%, a fronte del 2% in India, un aumento pari della produzione. Gran parte dei cereali prodotti non è andata alla gente, ma ad alimentare automobili e sfamare animali. Infatti, in India, durante tutto questo periodo, il consumo pro capite annuo è sceso da 170 a 150 kg, non perché non si coltivava più, ma a causa della volatilità dei prezzi».


“Negli ultimi anni – ha spiegato Vandana Shiva - abbiamo ascoltato sempre più spesso esperienze fallimentari delle colture OGM, mentre dall’altra parte è emersa con sempre più evidenza la capacità dell’agricoltura ecologica di aumentare le produzioni di cibo. Abbiamo perciò deciso di mettere insieme tutto il lavoro prodotto dalla rete mondiale di scienziati, attivisti e comunità locali. Il risultato è chiaro: l’imperatore Ogm non ha vestiti. Le sue promesse sono illusioni”.

Andando sul sito di Navdanya International chi vorrà potrà aderire alla campagna L’imperatore degli Ogm è senza vestiti per pretendere l’etichettatura degli OGM, aiutare a salvare i semi, investire nel futuro sostenendo progetti locali legati al cibo OGM-free e prodotto in maniera sostenibile.
Frenare la speculazione su tali merci e coltivare la terra secondo i principi ecologisti consentirebbe, secondo , di duplicare la produzione alimentare mondiale a cui i piccoli coltivatori contribuiscono per l’80%. Che sia finalmente giunto il momento di invertire la rotta?

giovedì 20 ottobre 2011

Indignati: una riflessione nel merito delle richieste

Ospito in questo post una riflessione, una lettera aperta al "mondo degli indignati" tratta dal blog NoisefromAmerika, uno spazio di confronto curato da italiani, di solito ricercatori universitari o insegnanti, che hanno lavorato o lavorano negli States.

Questa lettera aperta cerca di parlare agli indignati, innanzitutto perche' soprattutto in Italia, a causa della violenza, sui media non e' stato dato rilievo ai motivi della protesta e alle eventuali proposte di chi manifestava.

Su argomenti cosi' importanti e decisivi per le nostre vite credo che le visioni differenti, come quella tra "gli Amerikani" e "gli Indignati", possano comunque servire al dialogo e alla ricerca di un miglioramento della situazione attuale.

Mi auguro che nelle aule universitarie, nel mondo online, nelle piazze la conoscenza dei temi in gioco e il dibattito serio e profondo siano aspetti fondamentali. Altrimenti avremo perso tutti.

lunedì 17 ottobre 2011

La povertà aumenta e i soldi pubblici sono spesi male.

I soldi dei contribuenti per aiutare i più poveri sono spesi male e non raggiungono i risultati sperati, quest la denuncia che giunge dal nuovo rapporto Caritas/Zancan (nel link una sintesi), che mostra come a un anno di distanza dal precedente report "nulla è cambiato".

Le cifre parlano di 8,3 milioni di italiani in condizioni di povertà (dati 2010), pari al 13,8% della popolazione, con un aumento rispetto all'anno precedente, quando erano 7,8 milioni (13,1%). Secondo i dati Istat 2011 - riporta l'indagine - il 2010 ha registrato un lieve incremento nel numero di famiglie in condizioni di povertà: si è passati da 2,657 milioni (10,8%) a 2,734 milioni (11%).

"Gli enti locali continuano a investire tante risorse assistenzialistiche nel contrasto alla povertà, ma con scarsi risultati", spiegano i tecnici secondo i quali il perdurare della condizione di povertà di molte persone e famiglie povere "dimostra che le politiche di contrasto fin qui attuate non sono riuscite a incidere sul fenomeno... anziché continuare a insistere su una strada dimostratasi fallimentare, è ora importante segnare un netto cambiamento di rotta... in Italia - prosegue il rapporto - si continua a percorrere questa strada fallimentare. La maggior spesa pro capite è riservata tutt'oggi ai contributi economici una tantum a integrazione del reddito familiare".

"Il problema - spiega la Caritas - è sempre lo stesso: la prevalente logica emergenziale in base alla quale è preferibile erogare contributi economici piuttosto che attivare servizi. Questo modo di rispondere alla povertà non incentiva l'uscita dal disagio ma, anzi, rischia di rendere cronico il problema. Lo dimostra il fatto che, a fronte dell'aumento di risorse, non si è registrato il corrispettivo calo del numero di italiani poveri".

Per favore potremmo parlare di queste cose? 

mercoledì 5 ottobre 2011

Ecuador / Ultimo. Grazie

Con questo ultimo post volevo concludere le riflessioni sul mio viaggio in Ecuador.

Negli altri tre spazi, avevo espresso le mie riflessioni all'arrivo, avevo raccontato un po’ quel poco che stavo facendo e parlato di tre incontri fatti con persone per me molto speciali. Diciamo che in questo mese sono stato semplicemente un turista utile, ho conosciuto meglio l’Ecuador, e ho cercato di dare una mano. 

Le persone incontrate hanno dato senso a questo viaggio
 

E’ stata veramente una bella esperienza, purtroppo breve. Le persone conosciute, il poco ma intenso lavoro portato avanti, i luoghi bellissimi che hanno fatto da palcoscenico a questo mese… mi hanno fatto pensare più volte “ma chi te lo fa fare di ritornare a casa?”. E non mi passerà tanto facilmente.
L’Ecuador, come tantissimi altri paesi al mondo, ha molte ricchezze (soprattutto naturali), molte potenzialità… ma ahimè anche moltissimi problemi. 

Il terminal dei trasporti terrestri di Quito. Esempio di efficienza e di speranza per il futuro dell'Ecuador
 

In campo economico è necessario utilizzare al meglio le risorse che provengono ad esempio dalle esportazioni di materia prima (cacao, caffè, banane, olio di palma e soprattutto petrolio) per sviluppare un’economia più diversificata (industria, turismo, servizi) e per accrescere le politiche di aiuto per le classi più povere ed emarginate. 

Incontro con alcuni coltivatori di cacao,
una delle risorse pregiate di questo Paese
 

In campo sociale è indispensabile che vengano ridotte le disuguaglianze, che il Paese sia più unito con una migliore ridistribuzione della ricchezza, senza penalizzare le parti più produttive ma senza nemmeno abbandonare a se stesse quelle più povere. Occorre continuare nel miglioramento della sanità pubblica e in generale del ruolo dello Stato a fianco dei cittadini. 

Incontro di coordinamento tra le Istituzioni Politiche, quelle Associative ed ecclesistiche
 

Lo scenario politico ha bisogno di serenità e stabilità. Il socialismo di Rafael Correa se da un lato pare andare nel verso giusto sui temi dello sviluppo e della giustizia sociale dall’altro deve mantenere un profilo democratico e aperto alle relazioni internazionali, soprattutto con la Colombia sui temi dello sviluppo economico e dei diritti umani. Assieme agli altri Stati Sudamericani anche l’Ecuador sta lavorando per creare quell’Unione in stile europeo che permetterebbe di gestire a livello continentale molte politiche e decisioni strategiche non solo economiche. Di certo una grande e interessante sfida.

Lo siento mucho pero el viaje termina aquì… 

La città di Tonsupa, sull'Oceano Pacifico. L'ho detto che ho cercato di fare il turista utile


Concludo ringraziando chi ha “perso” un po’ del suo tempo in viaggio con me attraverso il mio blog. Sono d’accordo con chi pensa che non occorra andare lontano per fare del bene, l’importante è farlo, da turista, da cittadino, da missionario, da volontario… vicino o lontano: di bene non se ne farà mai abbastanza.

Gracias y hasta luego!

lunedì 26 settembre 2011

Diario dall'Ecuador / 3. Incontri con tre persone speciali

Durante il mio soggiorno in Ecuador ho avuto il piacere di incontrare tre persone che hanno contribuito a dare un sapore ancora più intenso alla mia breve permanenza nel Paese. Sono andato a trovare tre Missionari che vivono la loro vocazione in sud america: le suore comboniane brugheresi Mariangela Sardi e Maria Rosa Biraghi, e l’amico Padre Pino Valaguzza. Come socio del gruppo missionario Brugherio Oltremare è stato per me un piacere poter vedere la felicità nel raccontare la “loro” missione, le difficoltà ma soprattutto le gioie nell’attività di ogni giorno.

Suor Mariangela Sardi da 12 anni si trova a San Lorenzo nel nord dell’Ecuador, al confine con la Colombia. Si tratta di una zona abbastanza povera rispetto al resto del Paese. La situazione è molto difficile anche a causa di una criminalità molto alta, soprattutto per il fatto di essere terra di confine. In questa zona vi sono anche alcune miniere d’oro di altri metalli, la cui estrazione pur dando la possibilità di lavoro di fatto sta distruggendo i fiumi e l’ambiente. Suor Mariangela è la colonna portante dell’Istituto di Educazione Speciale gratuito “Nuevos pasos – Don Carlo Gnocchi” creato nel 2001 con una collaborazione tra l’impegno missionario delle Suore Comboniane e la grande esperienza della Fondazione Don Gnocchi, con la finalità di prendersi cura dei bambini e ai giovani con disabilità nelle differenti aree del ritardo mentale, visivo, uditivo, dell’apprendimento.

Suor Mariangela all'ingresso dell'Istituto Nuevos Pasos
mi racconta le gioie e le difficoltà della sua missione

Questo Istituto attualmente ha una struttura di alta efficienza e professionalità per soddisfare le necessità della popolazione nelle aree dell’educazione speciale, riabilitazione, medicina e lavoro sociale. Appare chiaro che una struttura così importante, e che fornisce servizi unici nella zona, necessiti di grandi risorse, sia umane che economiche. Le prime le ho incontrate di persona, negli insegnanti, nella rettora della scuola, nel personale medico, tutti afroamericani, a testimonianza di un modo bello di fare missione e di costruire le cose assieme. Anche i volontari italiani mi hanno dato una bella testimonianza di passione e coraggio nel scegliere di dedicare una parte della loro vita per le persone di San Lorenzo.

All'interno di una delle tante aule dove si tengono lezioni per alunni con disabilità
Suor Maria Rosa Biraghi, da più di trent’anni in terra di missione, vive e lavora a Esmeraldas e si occupa principalmente di attività caritative verso le tante famiglie indigenti, verso i carcerati, si occupa inoltre di animazione di gruppi di donne e di giovani sia nel lavoro che nella preghiera. Come per suor Mariangela anche in una città più grande come Esmeraldas, le risorse economiche sono il tema più delicato. Lo Stato è abbastanza presente, ma ovviamente non riesce a coprire o a garantire maggiori risorse vitali per mantenere l’alto livello di qualità del centro di San Lorenzo o le numerose esigenze seguite da suor Maria Rosa. 

Suor Maria Rosa davanti alla Cattedrale "Cristo Rey" di Esmeraldas 

Entrambe tramite me hanno voluto ringraziare di cuore l’aiuto di Brugherio Oltremare che ogni anno invia la sua offerta utile e direi proprio indispensabile. Io sono testimone, anche se non ce n’era proprio bisogno, che ogni singolo dollaro ricevuto va nel dare un aiuto alla realtà che ho conosciuto.

L’ultimo incontro è stato con l’amico Padre Pino, conosciuto nel 2003 nella mia prima esperienza da volontario-muratore in Ecuador. Padre Giuseppe Valaguzza cresciuto nel mondo salesiano e soprattutto nell’Operazione Mato Grosso è da più di 35 anni un sacerdote ecuatoriano (ossia ordinato in quel paese) e vive da sempre per e con i poveri. Attualmente nella zona del vulcano Cotopaxi a un paio d’ore a sud di Quito. 

Con Padre Pino nella plaza della sua comunità a 2900 mt di altezza

E’ sempre un piacere chiacchierare con il Pino e sentire i mille racconti di vita, le continue difficoltà e gioie che ogni giorno rendono la sua vita poco comoda ma certamente immersa con la sua comunità. Insomma vivere la vocazione di sacerdote in modo totale, con la massima disponibilità e amore verso la chi ti ha accolto ti rende vero e credibile testimone più di tante belle parole. 

Padre Pino con i "suoi" pequeños parrocchiani che gli corrono
incontro salutandolo "hola Padrecito!"

In generale per le tre realtà raccontate, come per un po’ per tutte le zone più povere dell’Ecuador, i problemi sono i redditi molto bassi per gran parte della popolazione, problemi legati alla salute, all’igiene e all’alimentazione, in generale alla precarietà delle condizioni di vita. La dedizione, la passione, l’amore che ancora una volta mi hanno testimoniato i miei “incontri” mi hanno riempito il cuore e hanno dato un senso molto forte e profondo ai miei pochi giorni trascorsi tra le Ande e il Pacifico.

lunedì 19 settembre 2011

Ecuador / 2. Cosa sto combinando...

Esmeraldas. Seconda puntata. Dopo avervi raccontato le prime riflessioni dopo il mio arrivo in Ecuador, parlerò oggi delle attività alle quali ho partecipato oppure sto dando una mano. Per me questo è stato un modo molto interessante per entrare in contatto direttamente con le gente, tomando una cervecita despues del trabajo (bevendo una birretta dopo il lavoro), con la vita di qua (non vivo in un hotel, ma in una casa molto carina e accogliente dove vengono ospitate le persone che provenendo da lontano devono fermarsi per una terapia), con la cultura, le bellezze e le difficoltà della terra che sta alla “mitad del mundo”.

Una "tipica" cucina di una casa nel cantone di Rio Verde
Innanzitutto sto dando una mano all’Organizzazione OVCI – La nostra Famiglia, che mi stanno ospitando. Accompagnando la fisioterapista o gli operatori che vanno nelle comunità della zona (a volte distanti ore da casa) per conoscere, assistere, sostenere persone grandi o piccole che abbiamo qualche forma di disabilità. Si tratta a volte di famiglie che vivono in estrema povertà, in condizioni di vita precaria soprattutto per la mancanza di igiene, per il fatto di vivere in case di legno fatiscenti, per un basso grado di alfabetizzazione e di istruzione e infine per una cultura e per delle abitudini che noi non riusciamo a capire.

Visita di Operatore e Fisioterpaisti a casa di una assistitita
La conoscenza e la vicinanza di una realtà come OVCI è fondamentale per ottenere servizi sanitari e riabilitativi, conoscenza di quali siano i diritti e le possibilità che lo Stato o altre organizzazioni danno… Insomma un modo per mettere queste famiglie all’interno di una rete sociale a volte indispensabile. Per OVCI ho svolto anche un po’ di lavoro amministrativo che mi ha permesso di conoscere molti operatori e conoscere come funziona una ONG che lavora in contesti molto difficili. Sono rimasto molto contento nel vedere tanti ecuadoriani che si danno da fare per altri loro compaesani.
Le disabilità dei bambini sono rese più complicate dalle difficili
condizioni igieniche e economiche. 
Sempre per le realtà di OVCI e della Nostra Famiglia sto dando un aiuto, diciamo molto pratico, presso l’Istituto Juan Pablo II, una grande struttura dove hanno sede una scuola e un centro medico e di riabilitazione per persone con disabilità. Si tratta di un centro di eccellenza nella zona, molto apprezzato anche dalla Istituzioni Governative. Qua faccio quello che serve, dal dipingere alcune aule di una nuova parte dove si andrà a tenere corsi pratici e professionali di avviamento al lavoro per gli studenti più grandi, al dare una mano a Felix, il factotum dell’Istituto… a creare un piccolo orto che da un lato possa dare qualche verdura alla comunità della Nostra Famiglia e che possa essere utilizzato come attività di insegnamento per alcuni ragazzi.
Aiutando Felix, il responsabile della manutenzione dell'Istituto Juan Pablo II
In questi giorni ho avuto l’occasione di andare a San Lorenzo, una città a tre ore circa da Esmeraldas per incontrare Suor Mariangela Sardi, missionaria brugherese che da 12 anni dirige l’Istituto di Educazione Speciale gratuito “Nuevos pasos – Don Carlo Gnocchi”, creato nel Cantone di San Lorenzo nel 2001 con una collaborazione tra l’impegno missionario delle Missionarie Comboniane e la grande esperienza della Fondazione Don Gnocchi, con la finalità di prendersi cura dei bambini e ai giovani con disabilità nelle differenti aree del ritardo mentale, visivo, uditivo, dell’apprendimento.
Con Suor Mariangela Sardi e i "suoi" bimbi davanti all'Istituto Nuevos Pasos a San Lorenzo
Questo Istituto attualmente ha una struttura di alta efficienza e professionalità per soddisfare le necessità della popolazione nelle aree dell’educazione speciale, riabilitazione, medicina e lavoro sociale. Gli operatori incontrati, i visi dei bambini che ti salutano sempre contenti, la gratitudine negli occhi delle famiglie e soprattutto la forza e la passione di Suor Mariangela (che per la cronaca di candeline ne ha spente 78) mi hanno riempito il cuore proprio come la frase scritta dai ragazzi all’interno della scuola: “no mires mi defectos, mira mis habilidades” (non guardare ai miei difetti, guarda le mie capacità).

Un’altra cosa molto interessante che ho conosciuto sono le attività portate avanti dalle Nazioni Unite attraverso il Programma Alimentare Mondiale (WFP) e il lavoro con i rifugiati di UNHCR-ACNUR.

Collaborazione nella distribuzione di alimenti del Programma Alimentare Mondiale
Due realtà molto importanti che svolgono un lavoro prezioso, sia verso le gente che come collegamento e sostegno alle altre Organizzazioni presenti. Parlando con Rafael, il responsabile di UNHCR in Esmeraldas mi sono abbastanza vergognato della mia Italia: noi dopo i primi sbarchi a Lampedusa abbiamo gridato all’emergenza, l’Ecuador (con molte meno risorse dell’Italia) ha nel suo territorio almeno 100mila rifugiati colombiani… si tratta di una cifra 2 volte più alta del numero degli africani arrivati in Italia nell’ultimo anno.
Questo un po’ velocemente il racconto di quanto sto svolgendo in questo bellissimo e complicato Paese. Spero di essere utile a loro, di certo sto imparando e conoscendo tanto. Starò qua ancora una decina di giorni e so che non mancheranno nuove scoperte e nuove sorprese.

Hasta Pronto

venerdì 9 settembre 2011

Diario dall'Ecuador/1. Riflessione all'arrivo.

Quito - Scorcio della Piazza principale e della Cattedrale
Esmeraldas (Ecuador). Mentre sto scrivendo questo mio primo post dal Sudamerica mi sembra di essere un inviato di un giornale. Come già detto nel post precedente mi trovo in Ecuador per un mese, un po’ vacanza e un po’ volontariato. Almeno questo era l’intento alla partenza. Poi arrivato qua, mi sono accorto di essere capitato in una realtà un po’ più dura di quanto mi aspettassi. Ero già stato in Ecuador con amici nel 2003, per aiutare il nostro caro amico Padre Pino… quindi non era tutto nuovo per me, ma in ogni caso la realtà che vi descriverò oggi, nei prossimi post e di persona al mio ritorno è stata ben oltre le aspettative.

Preciso che scriverò delle riflessioni di getto, senza starci troppo a riflettere, spero di poterle commentare con qualche mio lettore, in modo magari da affinare il ragionamento o condividerne la passione.
Iniziamo con ordine. Sono arrivato a Quito sabato 3, ho visitato e dormito nella capitale e il giorno dopo sono partito in pullman alla volta di Esmeraldas nel nord del Paese. Quito è molto bella, con il suoi palazzi in stile coloniale, le Chiese e l’idioma… ci ricorda la Conquista e la dominazione spagnola; poi le persone e i loro visi con tratti andini, occidentali, africani… ci ricordano che la storia del mondo è sempre stata decisamente complicata…
Uscendo dalla città e arrivando dopo 6 ore a Esmeraldas ci si trova subito a fare altre riflessioni, ci si imbatte nella povertà, a volte dignitosa, a volte proprio estrema e non puoi non chiederti, ma come è possibile, nel 2011? Sono anni, decenni, che si parla di aiuto allo sviluppo, di povertà, di migliore distribuzione delle risorse, di Obiettivi dell’ONU per il 2015… forse a questi Ecuadoriani (non Ecuadoregni por favor) non hanno detto che tra poco staranno meglio. Non ci siamo.
Esmeraldas - Quartiere periferico
Non ci siamo, noi in alcune case nelle quali sono stato in questi giorni non alleveremmo nemmeno le galline. Certo è questione di cultura, di possibilità, di sviluppo economico, di storia, di secoli… di destino forse… Ma la sensazione di essere preso (scusate) per il culo da chi detta le ricette per il futuro del mondo, socialisti, liberisti, teorici e nobel vari, mi è venuta.

Premetto che non sono uno studioso, che non vivo sempre in queste realtà, che sono di certo poco rispettoso di tante idee e teorie varie e forse anche del popolo ecuadoriano, ma io da turista del “mondo che ce l’ha fatta” provo vergogna. Gli diamo qualche euro per le banane che poi ci vendono a 20 volte tanto, gli diamo qualcosa per il petrolio che fa andare avanti le nostre economie… certo l’Ecuador vive di queste entrate ma sono le multinazionali del mondo ricco a fare il bottino… in cambio di inquinamento dell’aria e dei mari, distruzione delle foreste per gli oleodotti (qua vicino c’è una delle raffinerie più grandi del Sudamerica, che da lavoro, sì…, ma con che salari e con quali ricadute sanitarie e ambientali per la gente? Molto del cacao che abbiamo nelle nostre cucine arriva dall’Ecuador, ma il prezzo lo decide la Nestlè (e altri multinazionali), mica il contadino che ha il campo e la materia prima…

I problemi enormi di questo piccolo Paese, sono l’enorme concentrazione di ricchezza nelle mani di poche famiglie, redditi bassissimi per la gran parte della popolazione, problemi legati alla salute, all’igiene e all’alimentazione, grande diffusione della criminalità, e sono tutte cose che difficilmente si possano migliorare.
In visita con l'Organizzazione OVCI
in una delle case dove vive un assistito

In questi giorni ho avuto occasione di visitare molte famiglie, un po’ all’interno del progetto portato avanti da OVCI e dal Governo Ecuadoriano, un po’ per distribuire dei viveri del World Food Program dell’ONU (www.wfp.org). Sono stati incontri a volte sereni e belli, a volte veramente difficili per quello che si vede.
Noi apparteniamo al mondo che a partire dai Greci e dai Romani ha dettato legge nel Mondo, prima erano stati i Babilonesi, poi gli Egiziani… Ecco e se fossimo nati dalla parte sbagliata? Io solo per il fatto di essere nato a Monza, già sono sulla scialuppa di salvataggio del Titanic e se prendo il morbillo devo solo stare a casa dall’asilo… se il morbillo lo prendi qua spesso non lo potrai raccontare da grande.

Il dubbio allora ti viene… ma che ci stanno a fare la cooperazione internazionale e le ONG? Che fa l’UNICEF e l’ONU? Che fanno i Governi che dicono di aiutare i Paese del “Terzo Mondo”? E quelli che dicono “aiutiamoli a casa loro!” E quando fanno anche tanto, come l’Organismo OVCI (www.ovci.org) che mi ospita… serve? O si sta scopando il mare? Servo io qua, o vengo solo per fare il figo quando torno? Per mettere le foto su facebook®? Per sentirmi fare i complimenti?

Con alcune Operatrici nella cittadina
di Roqafuerte, a 1,5 ore da Esmeraldas
In parte si, dico la verità, sono poco umile e infatti sul mio blog sto raccontando questa storia. Dirò di più, sono qua addirittura per arricchirmi. Si perchè vedere tanti ecuadoriani, che avendo quasi niente, si danno fare per il vicino di casa, magari per aiutare una ragazza di 14 anni che dopo il secondo parto e un’infermità mentale… diciamo che fatica, o per andare a trovare un vecchio o un bambino che distano dalla città e che hanno bisogno, o per assistere famiglie in estrema difficoltà… ti arricchisce. Punto.

Ogni tanto leggiamo di statistiche che parlano di milioni di persone che escono dalla “soglia della povertà”, di un mondo che sta meglio, sia in campo economico che sanitario… non so, le statistiche avranno anche parti di verità e poi devono riassumere… ma quello che sto vedendo in questi giorni mi lascia con molti dubbi. Dire che non è povero chi è sopra la soglia di un reddito giornaliero di 2$ (dato preso come punto di riferimento da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale) direi che è un po’ pochino per un paese dove ti servono almeno 5$ al giorno per mangiare. E se hai dei figli? E se devi risparmiare soldi per altre cose? Forse i poveri nel mondo sono un po’ sottostimati… forse. Ma non sta bene dirlo. E allora non diciamolo, poi però non stupiamoci se milioni di essere umani lasciano le loro terre, le loro radici, e vengono a cercare fortuna e un futuro migliore a Brugherio… non stupiamoci, tutto qua.

E’ vero che anche in Italia per molti la situazione soprattutto economica e sociale si sta facendo pesante…, la cosa che veramente mi fa agitare in queste notti è che le cause sono le stesse. Non abbiamo capito niente, e continuiamo a non capire. Parliamo sempre e solo di crescita, di consumare di più, di creare più ricchezza, mai di DISTRIBUIRLA MEGLIO! Questo non è socialismo (il Presidente dell’Ecuador Correa mi perdonerà…) E’ GIUSTIZIA! E questo vale sia per i paesi poveri che per quelli ricchi.


Esmeraldas - Una delle spiagge della zona turistica, esempio
della concentrazione estrema della ricchezza in questo Paese
Scusatemi ancora se vi sono parso un po' troppo predicatore... nel prossimo post prometto di essere meno palloso e vi racconterò cosa ho fatto finora e di come cerco di fare anche il turista in un paese ricco di natura e con dei posti strepitosi.
Grazie per il tempo che mi avete dedicato.

Un abrazo a todos