Nel maggio 2010, nel mio blog sostenevo che "assistiamo al momento assolutamente piu' debole del Governo Berlusconi, dilaniato dalle lotte interne, bloccato in vicende di giustizia poco chiare (o forse troppo chiare), attento alle riforme quali processo breve e intercettazioni (fondamentali per la crescita economica...). Non va bene, stiamo ballando sull'orlo di un burrone".
Il Ministro dell'Economia il 6 Maggio 2010 sosteneva: "L'Italia sta meglio di altri Paesi ed e' vacinata da eventuali contagi".
Nel marzo 2010 scrivevo che "il Governo latita, si tira a campare sperando che qualcosa nel mondo riparta... il 2010 sarà un anno molto difficile".
A febbraio 2010 Silvio Berlusconi sosteneva: "In Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l'Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri"
L'Espresso ci ricorda tutti gli spot di propaganda che il Governo ha lanciato per nascondere l'incapacita' a gestire questa difficile fase economica. Non ambisco a diventare Ministro ne' tanto meno Premier, ma sarebbe meglio se chi ha mal gestito il Paese negli utlimi tre anni facesse non un passo, ma un salto indietro.
Un interessante articolo di Giavazzi e Alesina sul Corriere di oggi descrive bene la situazione in cui ci troviamo, le misure che devono essere prese, il fattore tempo e la comunicazione efficace ai mercati finanziari... e soprattutto termina dicendo: Illudersi di avercela fatta solo perché stiamo per approvare questa manovra sarebbe un errore gravissimo.
Pensiamoci.
«Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.» A. Einstein
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venerdì 15 luglio 2011
Per il Governo la crisi non c'era... come possiamo continuare a dargli fiducia?
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venerdì 8 luglio 2011
I numeri della manovra finanziaria del Governo.
Per rispettare l'impegno preso dal nostro Governo ad azzerare il deficit entro il 2014 ci vogliono 40 miliardi. Tito Boeri dal sito lavoce.info ricostruisce i numeri della manovra finanziaria e si vede che mancano 15 miliardi all’appello, rinviati alla legge delega di riforma fiscale. La manovra 2011 costruita molto in fretta, con pochi ingredienti, dagli esiti distributivi e di gettito assolutamente incerti si e' pensata, come ci dimostrano sempre dal sito lavoce.info di rimpolparla con un classico "copia e incolla" dalla legge delega presentata da Tremonti nel 2001, approvata dal Parlamento nel 2003 e poi largamente non esercitata. Come se nulla, nel frattempo, fosse cambiato nel sistema fiscale erariale, regionale e locale. Il tema del fisco è delicato. Di improvvisazione e pressappochismo non c'è proprio bisogno.
In complesso solo un terzo dell'aggiustamento sembra legato a minori spese, i restanti due terzi sono maggiori entrate al contrario di quanto avvebuto sin qui nella legislatura dove gli interventi si erano concentrati dal lato del contenimento delle spese. Tra le nuove tasse, un peso molto importante ha la tassa sul portafoglio titoli.
Del tutto ignorate le misure per lo sviluppo.
In complesso solo un terzo dell'aggiustamento sembra legato a minori spese, i restanti due terzi sono maggiori entrate al contrario di quanto avvebuto sin qui nella legislatura dove gli interventi si erano concentrati dal lato del contenimento delle spese. Tra le nuove tasse, un peso molto importante ha la tassa sul portafoglio titoli.
Del tutto ignorate le misure per lo sviluppo.
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giovedì 2 dicembre 2010
5 per mille alle Associazioni: il Governo beffa il volontariato
La decisione di chiudere la Camera dei deputati fino al 13 dicembre, vigilia del voto di sulla fiducia al governo, pone la pietra tombale sulla possibilità di reintegrare i fondi del 5 per mille. La riduzione del fondo è una precisa scelta del governo, e in particolare di Tremonti, ha ribadito il Forum del Terzo Settore. Per approfondire leggi qui.
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mercoledì 10 novembre 2010
Il Governo tradisce la Lombardia
Siamo abituati alle roboanti dichiarazioni della Lega dura e pura, del pragmatismo del Premier brianzolo, del fantomatico asse del Nord tra Bossi e Tremonti... sembra proprio che i "Popoli Padani" debbano dormire sonni tranquilli visto che i loro Angeli Custodi vigilano e governano per difendere i loro interessi. Poi scopriamo, numeri alla mano, che proprio la Lombardia e il suo Supepresidente Formigoni si debba lamentare in modo plateare: «La manovra pesa più sulla Lombardia che sulla Sicilia... i settori più colpiti dai tagli siano i trasporti e le politiche sociali». Per altro la nostra Regione ha i conti in ordine. Quindi? Dobbiamo ricrederci su quanto promette o annuncia ogni volta il Senatur? Forse si. Ah gli articoli sono de Il Giornale... a scanso di equivoci.
mercoledì 2 giugno 2010
La manovra del Governo... e un'alternativa
Per chi vuole approfondire o conoscere i dettagli della manovra finanziaria di Tremonti, vi segnalo il sito www.lavoce.info. "Abbiamo così scoperto che un provvedimento presentato come quasi interamente di riduzioni alle spese è composto in realtà al 40 per cento di maggiori entrate, che molti tagli sono di carta, di dubbia praticabilità. Serve più che altro a dare un segnale ai mercati. Non è detto che sia credibile perché rinvia ai posteri gli aggiustamenti strutturali di spesa ed entrate. Ben poco rimarrà in vigore dopo il 2012. E chi paga davvero sono, una volta di più, i giovani". Qui l'analisi de La Voce.
Invece vi segnalo anche un'altra possibile manovra finanziaria, redatta da Sbilanciamoci! "I tagli massicci agli enti locali, alle regioni, alle prestazioni sociali e ai servizi delineano un quadro di ricadute gravi sul paese: colpiscono i cittadini, i lavoratori, la parte più debole del paese. La speculazione, la ricchezza, i privilegi, le rendite, i patrimoni non vengono toccati. E' una manovra solo di tagli (sbagliati) e non di misure per fronteggiare la crisi, arginare l'emergenza sociale e rilanciare l'economia. La manovra del governo non taglia la spesa pubblica inutile e sbagliata come le spese militari, gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto e le grandi opere, i sussidi corporativi e clientelari."
La campagna Sbilanciamoci! lancia oggi la sua “contromanovra” alternativa a quella del governo. 30 miliardi di risorse che Sbilanciamoci! propone di reperire grazie alla riduzione delle spese militari e alla cancellazione degli stanziamenti delle grandi opere, alla tassazione delle rendite e dei patrimoni e alla re-introduzione della carbon tax. 30 miliardi che Sbilanciamoci! propone di usare, oltre che per la riduzione del debito (10 miliardi), anche per gli ammortizzatori sociali ed il lavoro (4,5 miliardi), per la difesa dei redditi e delle pensioni (5 miliardi di euro) per il rilancio dell'economia (economia verde, piccole opere e innovazione per 6,5 miliardi di euro), per il welfare (scuola e università, servizi sociali, immigrazione, asili nido, per oltre 4 miliardi di euro). Le alternative al pensiero unico ci sono...
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lunedì 8 febbraio 2010
Stanchi di Giulio Tremonti
Rilancio dal sito www.lavoce.info. Si intitola "Tremonti: istruzioni per il disuso" il libro scritto da cinque economisti. Passa in rassegna in modo impietoso le affermazioni contenute negli scritti del nostro ministro dell'Economia. E dimostra che le sue tesi e le sue previsioni sono molto spesso lontane dalla realtà di dati, numeri e statistiche. Eppure si tratta proprio di quelle stesse affermazioni che hanno contribuito a rendere il ministro l'intellettuale più influente della attuale maggioranza. Perché allora in pochi finora hanno messo in luce le sue incongruenze?
Gli autori sono cinque economisti (Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro e Giulio Zanella) che si sono firmati come “Collettivo noiseFromAmerika”. E il libro cerca di spiegare perché siano stanchi di Giulio Tremonti. Non tanto, o non solo, per le politiche che ha adottato nella sua ormai lunghissima esperienza come ministro dell’Economia, ma per il suo ruolo di ideologo e pensatore.
Gli autori sono cinque economisti (Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro e Giulio Zanella) che si sono firmati come “Collettivo noiseFromAmerika”. E il libro cerca di spiegare perché siano stanchi di Giulio Tremonti. Non tanto, o non solo, per le politiche che ha adottato nella sua ormai lunghissima esperienza come ministro dell’Economia, ma per il suo ruolo di ideologo e pensatore.
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