«Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.» A. Einstein
Visualizzazione post con etichetta Crisi economica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Crisi economica. Mostra tutti i post

giovedì 2 febbraio 2012

Cosa si sta facendo per combattere la povertà nel nostro Paese?

Spesso il tema della povertà lo si associa a qualcuno lontano da noi, a qualcuno che vediamo rovistare nei cassonetti o chiedere qualche euro di carità. Innanzitutto è difficile aver chiaro il concetto di povertà, che è un qualcosa di poliedrico, che ha nel versante economico la più visibile delle sue dimensioni, ma che riguarda l'inclusione sociale, le prospettive per il futuro.

A volte si fa anche fatica a voler approfondirne lo studio, forse anche per la paura di scoprire che è un tema che sta colpendo sempre più ampie fasce della popolazione italiana, forse per paura di non sapere come fare ad intervenire, una volta scoperto che il virus si sta diffondendo, che spesso è incurabile...

Un chiaro e abbastanza semplice articolo di lavoce.info parla di come la crisi economica renda sempre più attuale il tema delle condizioni di vita degli italiani. La povertà relativa è essenzialmente una misura della disuguaglianza all'interno della popolazione. La soglia di povertà assoluta, invece, è identificata dal valore di un paniere di beni e servizi ritenuti essenziali nel contesto sociale di riferimento. In Italia è oggi essenzialmente un problema del Sud.

Ma diventa oggi particolarmente interessante guardare alla "vulnerabilità alla povertà", che misura la povertà di domani. Nel nostro paese potrebbe avere dimensioni drammatiche e va ad interessare soprattutto le periferie delle grandi città anche al nord e le classi medie un tempo ritenute o ritenutesi al riparo di questo virus.

Non sappiamo quando e purtroppo se usciremo dal "tunnel della crisi". Negare o non voler conoscere quale impatto potrà avere un peggioramento o una precaria stabilità del quadro socioeconomico, non serve a nessuno. E' necessario a livello politico, a livello di scelte economiche sia macro che micro, sia nelle grandi che piccole imprese si prenda sempre più a cuore questo problema e gli si dedichi maggiore attenzione, senza lasciare che abbiamo sempre più spazio le associazioni e il "terzo settore" soprattutto nel toppare i buchi lasciati da altri.

giovedì 17 novembre 2011

Debito, responsabilità e Governo dei tecnici

Il nuovo Governo di Mario Monti nasce per l'emergenza sui mercati finanziari, che hanno velocizzato la crisi strisciante che da mesi viveva il Governo Berlusconi. Proprio la paralisi decisionale del governo precedente avrebbe reso inevitabile il default del nostro Paese. l'Italia sarà più credibile anche nel richiedere aiuti e collaborazioni esterne (BCE, FMI, UE) se darà l'impressione di voler mettere a posto i conti, senza scaricare sulla Banca centrale o su altri paesi i costi della crisi.
IL DEBITO DEL NOSTRO PAESE
L’aumento dello spread, cioè la differenza tra i rendimenti dei titoli di stato italiani a dieci anni e quelli tedeschi ha raggiunto la scorsa settimana i 575 punti base, vale a dire il 5,75%. Il problema è che l’Italia ha un debito molto elevato, intorno ai 1.900 miliardi di euro, pari a circa il 120 per cento del Pil. E un aumento dello spread, ossia dei tassi interesse non è una buona cosa. A volte sembra che il debito ci sia piovuto addosso, come il carbone il giorno della Befana. Questo debito è stato invece contratto dai Governi che si sono susseguiti negli anni per finanziare gli investimenti, ma anche spese risultate improduttive. Nessuno ha obbligato i governi precedenti a mandare in pensione gli statali dopo sedici anni di lavoro oppure a pagare i vitalizi ai parlamentari dopo una legislatura o a spendere decine di miliardi di lire per autostrade mai finite come la Salerno–Reggio Calabria. Quel debito ora deve essere rifinanziato. Quindi i primi responsabili di tale situazione siamo NOI ITALIANI. Nel 2012, l’Italia avrà bisogno di prendere a prestito più di 400 miliardi di euro. Ma non si fa credito a un soggetto già molto indebitato senza porgli delle condizioni. Una famiglia indebitata deve o aumentare le entrate o ridurre le spese oppure vendere una parte del suo patrimonio. Prima di prendercela con la speculazione, il sistema finanziario, gli altri Governi... forse è meglio fare un po' di autocritica.
LE DECISIONI NON PRESE e il GOVERNO DEI TECNICI
La crisi esplosa lo scorso agosto richiedeva che il governo Berlusconi facesse qualcosa: aumentare le entrate (ad esempio reintroducendo l’Ici) oppure ridurre la spesa pubblica (toccando la spesa previdenziale) e anche vendere pezzi del patrimonio (privatizzare Eni, Enel, Finmeccanica, Rai). Ma il governo non voleva o non poteva fare niente per veti interni o per non rimangiarsi promesse fatte solo per prendere voti.
Con questa mancanza di capacità di valutare (il Governo ha negato la crisi per un sacco di tempo) e prendere decisioni, il default, con tutte le conseguenze disastrose per le famiglie e le imprese italiane, sarebbe stato inevitabile. È da questo stallo che nasce il governo dei tecnici, cioè un esecutivo che non ha il problema di prendere decisioni impopolari per paura di perdere le elezioni. Il presidente Monti aveva chiesto esplicitamente ai partiti di entrare nel governo, ma un accordo non è stato trovato. In altre parole, il governo Monti riempie un vuoto lasciato colpevolmente dalla politica. E il successo del nuovo governo dipenderà, non dimentichiamolo, dalla volontà dei partiti di votare in Parlamento i provvedimenti che il governo varerà.
Sono indispensabili scelte forti e strutturali, sulla crescita, il lavoro, le pensioni, il fisco, l'evasione fiscale, l'efficienza della macchina pubblica e della giustizia. Il tutto tenendo in considerazione che è indispensabile che la politica ritrovi autorevolezza, attraverso la riduzione degli sprechi e del numero dei parlamentari e la cancellazione di molti dei privilegi a volte incredibili. Il governo Monti, legittimato democraticamente dal voto del parlamento, dovrà dimostrare la sua credibilità nel portare avanti le riforme economiche, fiscali e strutturali e ha il potenziale per rimanere in carica fino alle elezioni del 2013. 

venerdì 11 novembre 2011

Economia italiana, troppe parole in libertà su spread, interessi e debito

Un bel post su NoiseFromAmerika ci fa ragionare sui termini finanziari/economici in voga in questi giorni. Come ci spiega l'autore Aldo Lanfranconi, da quando la parola spread è divenuta di uso corrente su radio e televisione, girano su giornali e tv almeno tre bufale che oltre a disinformarci alla fine possono anche farci del male. Soprattutto quando uno sente in pericolo i propri risparmi e la propria sicurezza.

Spesso numeri dati in libertà possono anche contribuire ad influenzare i mercati e alla fine rendere un cattivo servizio a tutti gli italiani svalutandone subito i risparmi e nel futuro aumentando la probabilità di default del paese. 

Sono d'accordo con l'autore: "Mandare a casa il pessimo governo attuale è cosa buona, giusta e doverosa. Molti dei nostri problemi sono addebitabili alla sua incapacità e inerzia del passato e, se possibile, sono amplificati dalla sua non credibilità e dall'incapacità di difendere il poco di buono che possiamo vantare." E' però indispensabile evitare la diffusione di dati e parametri economici errati e fuorvianti e soprattutto ancora peggiori dei reali: l'opposizione politica e sociale al Governo Berlusconi e soprattutto i mezzi di comunicazione non devono assolutamente cavalcare dati solo per un mero calcolo elettorale o di parte.

I numeri e le informazioni devono essere trasparenti soprattutto in questa fase tempestosa della finanza e della politica italiana, occorre saper informare bene gli italiani, non creare ancora maggiore tensione (di quanta già non ce ne sia). Tutto il nostro sistema economico e finanziario si basa sulla fiducia, è dovere di tutti fare il possibile per uscire assieme da questa fase delicata. Non c'è da scherzare.

giovedì 20 ottobre 2011

Indignati: una riflessione nel merito delle richieste

Ospito in questo post una riflessione, una lettera aperta al "mondo degli indignati" tratta dal blog NoisefromAmerika, uno spazio di confronto curato da italiani, di solito ricercatori universitari o insegnanti, che hanno lavorato o lavorano negli States.

Questa lettera aperta cerca di parlare agli indignati, innanzitutto perche' soprattutto in Italia, a causa della violenza, sui media non e' stato dato rilievo ai motivi della protesta e alle eventuali proposte di chi manifestava.

Su argomenti cosi' importanti e decisivi per le nostre vite credo che le visioni differenti, come quella tra "gli Amerikani" e "gli Indignati", possano comunque servire al dialogo e alla ricerca di un miglioramento della situazione attuale.

Mi auguro che nelle aule universitarie, nel mondo online, nelle piazze la conoscenza dei temi in gioco e il dibattito serio e profondo siano aspetti fondamentali. Altrimenti avremo perso tutti.

giovedì 18 agosto 2011

La prima speculazione finanziaria...

Chrispijn Munting, cronista della Gazzetta di Harlem (Amsterdam), così raccontava un fatto al quale aveva assistito nel 1635:

"Oggi un contadino ha acquistato un singolo bulbo del raro tulipano chiamato Vicerè, pagando per esso: otto maiali, quattro buoi, dodici pecore, due carichi di grano, quattro carichi di segale, due botti di vino, quattro barili di birra, due barilotti di burro, mille libbre di formaggio, un letto completo di accessori, un calice d’argento e un vestito, per un valore totale di 2.500 fiorini”.

L’Olanda diviene teatro di una delle più straordinarie e drammatiche bolle speculative della storia, quella sul prezzo dei bulbi di tulipani. Tutta l’economia olandese fu trasportata da questo fenomeno, ed anche i prezzi degli altri beni, aumentarono gradualmente. A settembre del 1636 i prezzi iniziarono a salire vertiginosamente. L’andamento rialzista proseguì nei mesi di novembre, dicembre e gennaio raggiungendo valori esorbitanti. Il crollo arrivò nel febbraio del 1637.

Commenta il nostro giornalista: “Ci si rovina per tulipani che nè il mediatore, nè il venditore, nè il compratore avrebbero mai toccato con le loro mani. Fu una speculazione sfrenata. Tutti guadagnavano. L’età dell’oro sembrava discesa sulla Terra. E poi improvvisamente tutti perdettero e il Paese si ridusse come Giobbe sul letamaio”.

Ancora oggi, sui mercati finanziari, accadono eventi simili, basta ricordare la "bolla" sui titoli tecnologici nel 2000, o il valore dei prezzi delle case in USA tra il 2005 e il 2007, uno dei motivi che ha di fatto scatenato la situazione economico/finanziaria che stiamo vivendo. Il famoso economista J.K. Galbraith ci ricorda che: “Sono pochi i campi dell’attività umana in cui la storia conta così poco come nel mondo della finanza”. Per uscire dalla crisi che stiamo vivendo forse e' il caso di mettere in discussione i principi base di quello che intendiamo per sviluppo economico, il concetto di ricchezza, di crescita, di consumo, di ambiente. Soprattutto sarebbe il caso che la politica tornasse ad avere un ruolo di leadership forte nei confronti del mondo finanziario ed economico.

venerdì 15 luglio 2011

Per il Governo la crisi non c'era... come possiamo continuare a dargli fiducia?

Nel maggio 2010, nel mio blog sostenevo che "assistiamo al momento assolutamente piu' debole del Governo Berlusconi, dilaniato dalle lotte interne, bloccato in vicende di giustizia poco chiare (o forse troppo chiare), attento alle riforme quali processo breve e intercettazioni (fondamentali per la crescita economica...). Non va bene, stiamo ballando sull'orlo di un burrone".
Il Ministro dell'Economia il 6 Maggio 2010 sosteneva: "L'Italia sta meglio di altri Paesi ed e' vacinata da eventuali contagi".

Nel marzo 2010 scrivevo che "il Governo latita, si tira a campare sperando che qualcosa nel mondo riparta... il 2010 sarà un anno molto difficile".
A febbraio 2010 Silvio Berlusconi sosteneva: "In Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l'Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri"

L'Espresso ci ricorda tutti gli spot di propaganda che il Governo ha lanciato per nascondere l'incapacita' a gestire questa difficile fase economica. Non ambisco a diventare Ministro ne' tanto meno Premier, ma sarebbe meglio se chi ha mal gestito il Paese negli utlimi tre anni facesse non un passo, ma un salto indietro.

Un interessante articolo di Giavazzi e Alesina sul Corriere di oggi descrive bene la situazione in cui ci troviamo, le misure che devono essere prese, il fattore tempo e la comunicazione efficace ai mercati finanziari... e soprattutto termina dicendo: Illudersi di avercela fatta solo perché stiamo per approvare questa manovra sarebbe un errore gravissimo.

Pensiamoci.

sabato 8 gennaio 2011

La crisi c'è e lo sanno tutti: come ne uscirà l'Italia?

Dopo averla negata, dopo aver detto di essere ottimisti, dopo aver creduto e sbandierato che l'Italia aveva affrontato al crisi meglio di altri, credo che il premier sia rimasto il solo a crederci o a farcelo credere... 

Un articolo de lavoce.info, sito molto interessante e spesso linkato dal mio blog ci fa riflettere che il post-crisi è caratterizzato da uno spostamento dei centri del potere economico verso le grandi economie emergenti e da una disperata ricerca di produttività e competitività nelle grandi economie occidentali

C'è riuscita la Germania, che pure è stata pesantemente colpita dalla crisi globale. Come? Partendo dal riconoscimento delle difficoltà e con un'azione di politica economica ispirata a una visione chiara e realistica del futuro. Per creare le condizioni istituzionali e strutturali per lo sviluppo delle attività economiche di domani.

Invece in Italia la ripresa dell'economia italiana nel 2010 è stata lenta. Per due ragioni. Alcune aziende guadagnano quote di mercato, ma ce ne sono molte altre che stanno perdendo competitività, il che fa salire le importazioni. E i consumi privati e pubblici sono frenati dal cattivo andamento del mercato del lavoro e dalle politiche di bilancio restrittive. Per un migliore 2011, è cruciale che la crescita diventi un fenomeno più diffuso. Con piccole imprese che crescono e giovani lavoratori che non vengono tenuti ai margini per troppi anni.

Ma in Italia non solo è utopia guardare alla Germania... ormai è utopia anche sperare di vedere il Governo e potrei dire la politica in generale impegnata a discutere di questi temi... l'uscita dal tunnel è lontana.

martedì 16 novembre 2010

A rischio l'economia europea!

«L'Ue morirà se i problemi di budget di alcuni Paesi non saranno risolti». Non lo ha detto uno qualsiasi al bar, ma il presidente dell'Unione europea Hermann Van Rompuy. Il Condominio Europeo rischia grosso se i problemi di Grecia, Portogallo e Irlanda non verranno risolti. E comunque dopo questi tre in ordine avremo Spagna e Italia. Ma per qualcuno il nostro Paese ha affrontato la crisi meglio di altri... a chi credete?

venerdì 29 ottobre 2010

Giornata Mondiale del Risparmio: in Italia situazione difficile. Anche per il futuro

In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, che si e' celebrata ieri a Roma, vengono comunicate dei numeri che servono a capire lo scenario economico/finanziario e sociale delle famiglie italiane... E come si poteva prevedere i dati non sono felici, prevale un atteggiamento di scetticismo. Infatti "Il 23% delle famiglie (quasi una su quattro) lamenta il fatto che qualcuno del nucleo familiare ha perso il lavoro oppure ha subito delle condizioni peggiorative); inoltre, il 26% delle famiglie negli ultimi 12 mesi, invece di risparmiare, si è ritrovato con un saldo negativo e deve ricorrere a debiti o al decumulo di un risparmio pregresso."...

«Ci sono bisogni sociali che rischiano di non essere soddisfatti: il disagio giovanile, la disabilità, la condizione degli anziani – ha commentato il presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti –. Non si può andare avanti con questa sorta di scarico di responsabilità, lasciando questi problemi solo al volontariato. La parte pubblica la sua parte la deve fare: forse può essere più rigorosa nelle spese, meno convegnistica, meno maxiconsulenze, meno maxi uffici e pubbliche relazioni. Lì c'è da risparmiare per avere le risorse da destinare alle fasce sociali che soffrono di più».

Ma per il Governo le priorita' sono la finta riforma della giustizia, le beghe nel PDL, la scuola di Adro, la vita spericolata del premier e delle sue accompagnatrici...
Senza parole.

giovedì 14 ottobre 2010

L'informazione distorta sulla situazione economica

Come già ebbi modo di dire in un post di agosto spesso le notizie riguardanti l'economia sono divulgate in maniera non corretta e generano nel pubblico false illusioni o preoccupazioni. Ma questo modo di fare informazione continua, non si capisce se per pressapochismo degli operatori o per volontà. Vi segnalo un interessante articolo degli amici di lavoce.info che riguarda la produzione industriale. Io conto poco, ovvio, ma ve lo dico lo stesso: non siamo messi bene... e forse stiamo pure peggiorado. Ma io conto poco.

giovedì 7 ottobre 2010

Crescita economica e politica italiana

Vi segnalo alcune valutazioni del Fondo Monetario Internazionale sulla situazione economica mondiale e di riflesso su quella del nostro Paese

«La ripresa economica - scrive l'Fmi - ha iniziato a perdere slancio dopo un primo semestre migliore del previsto: i rischi di bilancio restano elevati nelle economie avanzate. Significative debolezze strutturali restano nei conti pubblici e potrebbero contagiare il sistema il sistema finanziario con conseguenze negative per la crescita nel medio termine».

«rischi restano nell'area euro a causa dell'interazione negativa fra i rischi legati ai debiti degli stati con quelli del sistema bancario»

«Se la politica non terrà fede agli impegni di risanamento, o non li accompagnerà alle riforme strutturali necessarie per generare la crescita le vulnerabilità si faranno più acute».


«Grecia e Italia hanno ambedue un elevato livello di debito e forti stabilizzatori automatici, presentando rischi di bilancio più elevati. Anche il Belgio e l'Olanda sono vulnerabili perché i loro bilanci sono più sensibili al deterioramento della crescita economica»
 
Visto che il Premier (parole sue) ha salvato le Banche americane... non potrebbe fare qualcosina in piu' anche per noi? O veramente pensa che l'Italia stia affrontando la crisi meglio di altri? Sinceramente non ne possiamo piu' di vedere la politica impegnata sul Lodo Alfano, sulle intercettazioni, sul gran premio di Roma, su SPQR, sui banchetti padanoromani nella capitale, sulle case di Montecarlo, sulle beghe di partito. Il fondo monetario parla nello stesso modo di Grecia e Italia... saranno mica anche loro pessimisti di sinistra...?

giovedì 23 settembre 2010

La crisi non da tregua

E' notizia di oggi che la disoccupazione sia arrivata a livelli record nel secondo trimestre dell’anno, nel periodo aprile-giugno - comunica l’Istat - il tasso di disoccupazione è salito all’8,5%, si tratta del dato più elevato dal terzo trimestre del 2003. Ma di cosa si occupa il Governo Italiano? Di salvare Cosentino, della casa a Montecarlo, del Lodo Alfano, delle beghe nella maggioranza, di assaltare le Banche, di mettere il Sole delle Alpi nelle scuole... Non di nominare un ministro per lo Sviluppo Economico, di fare riforme su fisco, burocrazia, incentivi... di pensare a come sviluppare ad esempio i settori legati alle tecnologie e all'ambiente, di stimolare la ricerca...

venerdì 16 luglio 2010

Italia, otto milioni in povertà

Nonostante la recessione, nell’anno passato la povertà in Italia è rimasta sostanzialmente stabile, ma solo perché a mitigare gli effetti della crisi ci sono state, secondo l’Istat che ieri ha diffuso i dati relativi al 2009, la famiglia e la cassa integrazione: padri e madri hanno sostenuto i giovani che in grande percentuale hanno perso il lavoro per la grave situazione economica, mentre la Cig ha protetto dalla perdita del lavoro i genitori, largamente maggioritari tra i cassaintegrati. La povertà resta comunque una insostenibile condizione per 2milioni e 657mila famiglie, che rappresentano il 10,8% del totale, equivalenti a 7milioni e 810mila individui, ovvero il 13,1% dell’intera popolazione residente nel nostro Paese. Su Avvenire un riassunto dei dati. Anche il 2010 non sara' un anno facile.

domenica 20 giugno 2010

"La Gran Bretagna corre verso la rovina"

«La Gran Bretagna corre verso la rovina». Il Cancelliere George Osborne nell'ultima uscita pubblica prima del Budget di dopodomani getta le basi per una cura drastica ai conti pubblici di Londra. La più severa da oltre vent'anni. La platea è l'Andrew Marr show della Bbc dove spesso, la domenica,si tracciano i contorni di importanti svolte politiche del paese. Noi tranquilli... prima le intercettazioni, poi il finto federalismo, Pontida, Fini che litiga con Berlusconi ma poi stanno sempre assieme... anche sul Titanic l'orchestra suonò durante il naufragio...

mercoledì 2 giugno 2010

La manovra del Governo... e un'alternativa

Per chi vuole approfondire o conoscere i dettagli della manovra finanziaria di Tremonti, vi segnalo il sito www.lavoce.info. "Abbiamo così scoperto che un provvedimento presentato come quasi interamente di riduzioni alle spese è composto in realtà al 40 per cento di maggiori entrate, che molti tagli sono di carta, di dubbia praticabilità. Serve più che altro a dare un segnale ai mercati. Non è detto che sia credibile perché rinvia ai posteri gli aggiustamenti strutturali di spesa ed entrate. Ben poco rimarrà in vigore dopo il 2012. E chi paga davvero sono, una volta di più, i giovani". Qui l'analisi de La Voce.
Invece vi segnalo anche un'altra possibile manovra finanziaria, redatta da Sbilanciamoci! "I tagli massicci agli enti locali, alle regioni, alle prestazioni sociali e ai servizi delineano un quadro di ricadute gravi sul paese: colpiscono i cittadini, i lavoratori, la parte più debole del paese. La speculazione, la ricchezza, i privilegi, le rendite, i patrimoni non vengono toccati. E' una manovra solo di tagli (sbagliati) e non di misure per fronteggiare la crisi, arginare l'emergenza sociale e rilanciare l'economia. La manovra del governo non taglia la spesa pubblica inutile e sbagliata come le spese militari, gli stanziamenti per il Ponte sullo Stretto e le grandi opere, i sussidi corporativi e clientelari."
La campagna Sbilanciamoci! lancia oggi la sua “contromanovra” alternativa a quella del governo. 30 miliardi di risorse che Sbilanciamoci! propone di reperire grazie alla riduzione delle spese militari e alla cancellazione degli stanziamenti delle grandi opere, alla tassazione delle rendite e dei patrimoni e alla re-introduzione della carbon tax. 30 miliardi che Sbilanciamoci! propone di usare, oltre che per la riduzione del debito (10 miliardi), anche per gli ammortizzatori sociali ed il lavoro (4,5 miliardi), per la difesa dei redditi e delle pensioni (5 miliardi di euro) per il rilancio dell'economia (economia verde, piccole opere e innovazione per 6,5 miliardi di euro), per il welfare (scuola e università, servizi sociali, immigrazione, asili nido, per oltre 4 miliardi di euro). Le alternative al pensiero unico ci sono...

venerdì 14 maggio 2010

La crisi non è finita

Vi segnalo un interessante articolo de www.ilpost.it riguardante la crisi economica europea e mondiale e un commento del Wall Street Journal. Il fondo di salvataggio stanziato dall’Europa per rassicurare i mercati ed evitare il tracollo della moneta unica ha rasserenato il clima sulle economie più sofferenti dell’Unione. Per molti paesi rimane però il problema della riduzione del debito, a fronte di un tasso di crescita praticamente nullo. È il caso dell’Italia, il paese più indebitato d’Europa, ed è la ragione per cui il mondo ci guarda con qualche preoccupazione. E infatti oggi Borsa Italiana -5% e spagnola -7%. Inizia ancora l'inverno.

lunedì 10 maggio 2010

L'accordo di Berlusconi

Una nota di Palazzo Chigi sottolinea il prode intervento di Mister B. per risolvere la crisi e permettere l'accordo... ma forse intendevano un altro accordo... quello con Veronica. Anche perchè per quel poco che può sapere un impiegato bancario di Carugate, sono state altre telefonate, di un tale bello e abbronzato a sbloccare il tutto... Chissà chi dice la verità...

venerdì 7 maggio 2010

Evviva la classe dirigente

Sono le 16 di un giovedì drammatico: mentre Atene è in lutto per i tre morti della banca, nel resto d’Europa le Borse scendono a picco, le cancellerie sono in apprensione, i parlamenti rigurgitano di deputati e di interrogazioni. In America Wall Street apre in ribasso, investitori e risparmiatori sono con il fiato sospeso, Moody’s sembra voler declassare l’Italia. Che fanno intanto i 630 deputati italiani? Mah, di sicuro non sono in Aula quando il ministro dell’Economia Giulio Tremonti prende la parola per illustrare il punto di vista del governo. Deserti i banchi della maggioranza: due soli leghisti e tre del Pdl; su quelli dell’opposizione una quarantina del Pd, dieci dell’Udc, due dell’Idv.

Che cos’era successo? Nulla, se non che alle 12,30 erano finite le votazioni e come ogni giovedì i deputati avevano finito la settimana di lavoro cominciata martedì. leggi qua

mercoledì 5 maggio 2010

Economia Italia: quale futuro?

Le tragiche notizie odierne provenienti dalla Grecia ci devono portare a riflettere su cosa stia accadendo all'economia mondiale ed europea in particolare. A partire dal 2007 i debiti pubblici di tutti i Paesi si sono allargati enormemente per sostenere e stimolare le economie che stavano prima rallentando, poi fermandosi. Il Governo italiano con alle spalle un debito pubblico immenso ha scelto di "stimolare poco" per non complicare il quadro della finanza pubblica. In ogni caso arriveremo alla fine del 2010 con una % debito/PIL vicino al 120%, come dire avere una casa che vale 300mila euro e un mutuo che ne vale 360mila... non male. Se da un lato Tremonti ha fatto la cosa giusta, dall'altro ora ci troviamo a dover rimettere in moto la macchina senza aver fatto benzina. Per ridurre la % di debito ci sono poche strade: aumentare la crescita (in Italia cresciamo da anni meno degli altri Paesi "sviluppati"), aumentare le tasse (tragedia...), diminuire le spese dello Stato (la scuola e gli ospedali???), diminuire i trasferimenti agli Enti Locali (ottimo!). In tutto questo scenario assistiamo al momento assolutamente piu' debole del Governo Berlusconi, dilaniato dalle lotte interne, bloccato in vicende di giustizia poco chiare (o forse troppo chiare), attento alle riforme quali processo breve e intercettazioni (fondamentali per la crescita economica...). Non va bene, stiamo ballando sull'orlo di un burrone.

domenica 2 maggio 2010

Orgoglioso di PG Bersani

Ho risentito quanto il segretario del PD ha detto in settimana. Non so come la pensiate politicamente, ma vi chiedo solo 10 minuti per ascoltarlo.

Se poi avete altri 10 minuti...

poi pensatela come volete...

Grazie