Con questa bella canzone dei Negrita volevo salutarvi. Domani alle 7.10 partirò da Linate alla volta di Quito (Ecuador)... non preoccupatevi, per ora non emigro, tornerò il 28. Sarà un mese un po' di volontariato e un po' di turismo, in Paese molto ricco e molto povero. Ma dalle persone che incontri, dai luoghi che vivi ricevi tantissimo e, come sempre mi è successo nei viaggi che ho fatto fuori continente, torni diverso da quando sei partito.
Ero già stato in Ecuador nel 2003 per un'esperienza di volontariato: con 4 amici abbiamo aiutato Padre Pino nella sua missione.
Girerò in varie zone e spero di poter trovare delle connessioni per aggiornarvi cammin facendo.
Termino con le parole di una canzone di Nino Bravo "Un beso y una flor" che si usa spesso per salutare o dire addio in sud america. "mas alla del mar hbra un lugar donde el sol cada manana brille mas, soltara mi destino, las piedras del camino lo que nos es querido siempre quedara" (più in là del mare ci sarà un luogo ove il sole ogni mattina splende di più, plasmeranno il mio destino le pietre della strada, ciò che non si vuole rimane sempre dietro).
Adios!
«Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore.» A. Einstein
venerdì 2 settembre 2011
martedì 30 agosto 2011
Un racconto dell'uragano Irene da un testimone
Ho chiesto ad un amico che vive in North Carolina, Stato USA interessato dall'uragano Irene di raccontarmi la sua "esperienza"...
Un adagio di cui non ricordo la fonte recita piu o meno così: gli uragani hanno nome di donna perche come le donne vengono all’improvviso come una piacevole brezza caldo-umida ma quando se ne vanno cio che rimane e’ distruzione e desolazione. Come gli uragani le donne ti portano via tutto casa ed auto compresa.
Io vivo da un anno in North Carolina presso una città famosa per 2 motivi. Il tabacco (primo produttore di tabacco negli Stati Uniti) e perché sede della Duke University. Il North Carolina é stato il primo stato americano toccato dalla vortice dell’uragano Irene.
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| Duke University |
La preparazione ad una possibile calamità naturale successiva al passagio di Irene mi ha contagiato e come un diligente cittadino il giorno prima sono andato anch'io nel supermercato a fare riserva di scorte alimentari. Per la prima volta il mio frigorifero ha smesso di essere un oggetto che abbellisce la casa assolvendo cosi alla sua funzione: contenere alimenti.
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| La Capitale del North Carolina |
In giro non si parlava d’altro; mi hanno raccontato che l’ultimo passaggio di un uragano qui in North Carolina aveva creato parecchi disagi. L’assenza di corrente eletrica aveva messo in ginocchio per 20 giorni molte contee di questo stato; puntalmente quindi la vendita di generatori in questa settimana ha subito una vertiginosa impennata.
La croce rossa americana ha redatto un vademecum da seguire crupolosamente ed ho ricevuto numerose email che mi invitavano a fare una check list (memento mori).
Sabato come previsto Irene ha fatto visita al North Carolina ma soprattutto lungo la costa. Durham che dista 200 chilometri circa dall’oceano e’ stata lambita quindi solo parzialmente dalla furia dell’uragano. Ero pronto al peggio tra tensione e curiosità; invero solo un'uggiosa giornata un po' ventosa che ha tenuto a casa le persone solo nelle prime ore di sabato mattina. Tutto qui nelle zone intorno alla capitale (Raleigh) del North Carolina.
Lezione: dapprima la consapevolezza che siamo la società piu tecnicamente assistita e quindi piu debole; l’idea di privarci di ciò che la tecnologia ci permette di godere quotidianamente ci appare uno ‘’scherzo della natura’’. Come facciamo senza internet per una settimana? Senza elettricità, senza di aria condizionata?
La croce rossa americana ha redatto un vademecum da seguire crupolosamente ed ho ricevuto numerose email che mi invitavano a fare una check list (memento mori).
Sabato come previsto Irene ha fatto visita al North Carolina ma soprattutto lungo la costa. Durham che dista 200 chilometri circa dall’oceano e’ stata lambita quindi solo parzialmente dalla furia dell’uragano. Ero pronto al peggio tra tensione e curiosità; invero solo un'uggiosa giornata un po' ventosa che ha tenuto a casa le persone solo nelle prime ore di sabato mattina. Tutto qui nelle zone intorno alla capitale (Raleigh) del North Carolina.
Lezione: dapprima la consapevolezza che siamo la società piu tecnicamente assistita e quindi piu debole; l’idea di privarci di ciò che la tecnologia ci permette di godere quotidianamente ci appare uno ‘’scherzo della natura’’. Come facciamo senza internet per una settimana? Senza elettricità, senza di aria condizionata?
La natura é indifferente questa é la lezione più importante e non si cura certo di evitare distruzione ed abbattimento. Non si domanda degli esiti, non si abbandona ad un ripensamento.
La natura non ha intenzioni o scopi nonostante continuiamo a chamarla “madre natura”.
Ah già natura: nome singolare femminile.
Nicola Di Santo*
Ah già natura: nome singolare femminile.
Nicola Di Santo*
* Nicola è italiano, ricercatore in campo medico/oncologico presso la Duke University in North Carolina (USA)... conoscendolo da una vita non so se si tratti di una fuga di cervello... scherzo. Lo ringrazio con stima sconfinata.
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sabato 27 agosto 2011
La Libia e la credibilità del nostro Paese
PRIMA:
L'allucinante relazione del premier Silvio Berlusconi con Gheddafi - baciamano incluso - riempie di immagini e di racconti internet... quindi non si può negare o nascondere; il circo del Cavaliere con il Colonnello è stato offensivo e imbarazzante per gli italiani. Ora il titolare della Farnesina ha voluto spiegare ex post come fosse corrotto il vecchio regime, glissando sul rapporto di stima e affetto ostentato fino a poco tempo prima.
«Conosco Muammar Gheddafi da 15 anni e in questo periodo ho avuto modo di legarmi a lui da una vera e profonda amicizia. A Gheddafi riconosco una grande saggezza» (Silvio Berlusconi, 11 giugno 2009).
«Non ho sentito Gheddafi. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno» (Silvio Berlusconi, 19 febbraio 2011).
«Sulla Libia l’Europa non deve interferire» (Franco Frattini, 20 febbraio 2011).
DOPO:
«La strappo tra Silvio Berlusconi e Gheddafi è stato terribile» (Franco Frattini, 26 agosto 2011).
«Jibril è una persona di valore, una persona pulita, lontana anni luce dalle corruttele del vecchio regime» (Franco Frattini, 26 agosto 2011).
«Mi auguro che Gheddafi sia catturato e arrestato quanto prima» (Franco Frattini, 26 agosto 2011).
«A Gheddafi dovrà essere contestato un nuovo crimine verso l'umanità per come ha usato i migranti» (Franco Frattini, 26 agosto 2011).
«La strappo tra Silvio Berlusconi e Gheddafi è stato terribile» (Franco Frattini, 26 agosto 2011).
«Jibril è una persona di valore, una persona pulita, lontana anni luce dalle corruttele del vecchio regime» (Franco Frattini, 26 agosto 2011).
«Mi auguro che Gheddafi sia catturato e arrestato quanto prima» (Franco Frattini, 26 agosto 2011).
«A Gheddafi dovrà essere contestato un nuovo crimine verso l'umanità per come ha usato i migranti» (Franco Frattini, 26 agosto 2011).
E' vero, tanti Governi negli anni hanno fatto affari e accordi con il regime libico... ma ci vuole anche un limite alla faccia di bronzo (!) che il nostro Governo ha usato prima e sta usando ora nei confronti del Paese Africano e di Gheddafi.
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giovedì 25 agosto 2011
L'Africa muore di fame
Tre paesi in Africa Orientale sono oggi colpiti dalla peggiore siccità registrata negli ultimi 60 anni. L’ Etiopia, la Somalia, il Kenya si trovano infatti a fronteggiare una crisi che riguarda 12.4 milioni di persone.
Il 17 luglio 2011 AGIRE ha quindi deciso il lancio di un appello congiunto di raccolta fondi per garantire i necessari soccorsi e sostenere le attività di emergenza di nove - ActionAid, Amref, Avsi, Cesvi, Cisp, Coopi, Intersos, Save the Children e il Vis -delle dieci ONG associate già presenti nei paesi colpiti.
Una crisi del genere non colpisce solo le popolazioni che vivono ora in quelle terre, ma ha effetti duraturi sulla salute e sulle speranze di vita, in particolare nei bambini e negli adolescenti. E di conseguenza sulla vita futura di un popolo e di un continente intero.
Per conoscere megloi la situazione e sostenere con maggiori risorse il lavoro delle organizzazioni umanitarie in Kenya, Somalia ed Etiopia, clicca qui
Il 17 luglio 2011 AGIRE ha quindi deciso il lancio di un appello congiunto di raccolta fondi per garantire i necessari soccorsi e sostenere le attività di emergenza di nove - ActionAid, Amref, Avsi, Cesvi, Cisp, Coopi, Intersos, Save the Children e il Vis -delle dieci ONG associate già presenti nei paesi colpiti.
Una crisi del genere non colpisce solo le popolazioni che vivono ora in quelle terre, ma ha effetti duraturi sulla salute e sulle speranze di vita, in particolare nei bambini e negli adolescenti. E di conseguenza sulla vita futura di un popolo e di un continente intero.
Per conoscere megloi la situazione e sostenere con maggiori risorse il lavoro delle organizzazioni umanitarie in Kenya, Somalia ed Etiopia, clicca qui
lunedì 22 agosto 2011
Un'altra manovra è possibile
"E' ora di cambiare strada. Solo costruendo una politica ispirata, da una parte, al rigore e dall'altra all'equità sociale e dall’altra, al rilancio di un'economia diversa -sostenibile e di qualità- si può dare al paese il senso di un impegno rivolto alla ricostruzione di un'idea di futuro e di speranza, di un modello di sviluppo diverso da quello che abbiamo fino ad oggi conosciuto e che ci ha portato alla drammatica crisi che stiamo vivendo."
La manovra varata con decreto dal governo Berlusconi è - secondo Sbilanciamoci - frutto di scelte affrettate e disperate per cercare di dare risposte all'aggravarsi della situazione economica e finanziaria e dei mercati internazionali. Ancora una volta non si affronta in modo strutturale il problema del debito e non vengono messe in campo misure significative per il rilancio dell'economia.
Al provvedimento del governo, Sbilanciamoci! contrappone una sua contromanovra da 60 miliardi, 30 da destinare alla riduzione del debito e 30 al rilancio dell’economia, alla difesa dei redditi , al welfare, alla protezione dei più deboli, alla scuola e all’università.
La manovra varata con decreto dal governo Berlusconi è - secondo Sbilanciamoci - frutto di scelte affrettate e disperate per cercare di dare risposte all'aggravarsi della situazione economica e finanziaria e dei mercati internazionali. Ancora una volta non si affronta in modo strutturale il problema del debito e non vengono messe in campo misure significative per il rilancio dell'economia.
Al provvedimento del governo, Sbilanciamoci! contrappone una sua contromanovra da 60 miliardi, 30 da destinare alla riduzione del debito e 30 al rilancio dell’economia, alla difesa dei redditi , al welfare, alla protezione dei più deboli, alla scuola e all’università.
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giovedì 18 agosto 2011
La prima speculazione finanziaria...
Chrispijn Munting, cronista della Gazzetta di Harlem (Amsterdam), così raccontava un fatto al quale aveva assistito nel 1635:
"Oggi un contadino ha acquistato un singolo bulbo del raro tulipano chiamato Vicerè, pagando per esso: otto maiali, quattro buoi, dodici pecore, due carichi di grano, quattro carichi di segale, due botti di vino, quattro barili di birra, due barilotti di burro, mille libbre di formaggio, un letto completo di accessori, un calice d’argento e un vestito, per un valore totale di 2.500 fiorini”.
L’Olanda diviene teatro di una delle più straordinarie e drammatiche bolle speculative della storia, quella sul prezzo dei bulbi di tulipani. Tutta l’economia olandese fu trasportata da questo fenomeno, ed anche i prezzi degli altri beni, aumentarono gradualmente. A settembre del 1636 i prezzi iniziarono a salire vertiginosamente. L’andamento rialzista proseguì nei mesi di novembre, dicembre e gennaio raggiungendo valori esorbitanti. Il crollo arrivò nel febbraio del 1637.
Commenta il nostro giornalista: “Ci si rovina per tulipani che nè il mediatore, nè il venditore, nè il compratore avrebbero mai toccato con le loro mani. Fu una speculazione sfrenata. Tutti guadagnavano. L’età dell’oro sembrava discesa sulla Terra. E poi improvvisamente tutti perdettero e il Paese si ridusse come Giobbe sul letamaio”.
Ancora oggi, sui mercati finanziari, accadono eventi simili, basta ricordare la "bolla" sui titoli tecnologici nel 2000, o il valore dei prezzi delle case in USA tra il 2005 e il 2007, uno dei motivi che ha di fatto scatenato la situazione economico/finanziaria che stiamo vivendo. Il famoso economista J.K. Galbraith ci ricorda che: “Sono pochi i campi dell’attività umana in cui la storia conta così poco come nel mondo della finanza”. Per uscire dalla crisi che stiamo vivendo forse e' il caso di mettere in discussione i principi base di quello che intendiamo per sviluppo economico, il concetto di ricchezza, di crescita, di consumo, di ambiente. Soprattutto sarebbe il caso che la politica tornasse ad avere un ruolo di leadership forte nei confronti del mondo finanziario ed economico.
"Oggi un contadino ha acquistato un singolo bulbo del raro tulipano chiamato Vicerè, pagando per esso: otto maiali, quattro buoi, dodici pecore, due carichi di grano, quattro carichi di segale, due botti di vino, quattro barili di birra, due barilotti di burro, mille libbre di formaggio, un letto completo di accessori, un calice d’argento e un vestito, per un valore totale di 2.500 fiorini”.
L’Olanda diviene teatro di una delle più straordinarie e drammatiche bolle speculative della storia, quella sul prezzo dei bulbi di tulipani. Tutta l’economia olandese fu trasportata da questo fenomeno, ed anche i prezzi degli altri beni, aumentarono gradualmente. A settembre del 1636 i prezzi iniziarono a salire vertiginosamente. L’andamento rialzista proseguì nei mesi di novembre, dicembre e gennaio raggiungendo valori esorbitanti. Il crollo arrivò nel febbraio del 1637.
Commenta il nostro giornalista: “Ci si rovina per tulipani che nè il mediatore, nè il venditore, nè il compratore avrebbero mai toccato con le loro mani. Fu una speculazione sfrenata. Tutti guadagnavano. L’età dell’oro sembrava discesa sulla Terra. E poi improvvisamente tutti perdettero e il Paese si ridusse come Giobbe sul letamaio”.
Ancora oggi, sui mercati finanziari, accadono eventi simili, basta ricordare la "bolla" sui titoli tecnologici nel 2000, o il valore dei prezzi delle case in USA tra il 2005 e il 2007, uno dei motivi che ha di fatto scatenato la situazione economico/finanziaria che stiamo vivendo. Il famoso economista J.K. Galbraith ci ricorda che: “Sono pochi i campi dell’attività umana in cui la storia conta così poco come nel mondo della finanza”. Per uscire dalla crisi che stiamo vivendo forse e' il caso di mettere in discussione i principi base di quello che intendiamo per sviluppo economico, il concetto di ricchezza, di crescita, di consumo, di ambiente. Soprattutto sarebbe il caso che la politica tornasse ad avere un ruolo di leadership forte nei confronti del mondo finanziario ed economico.
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venerdì 15 luglio 2011
Per il Governo la crisi non c'era... come possiamo continuare a dargli fiducia?
Nel maggio 2010, nel mio blog sostenevo che "assistiamo al momento assolutamente piu' debole del Governo Berlusconi, dilaniato dalle lotte interne, bloccato in vicende di giustizia poco chiare (o forse troppo chiare), attento alle riforme quali processo breve e intercettazioni (fondamentali per la crescita economica...). Non va bene, stiamo ballando sull'orlo di un burrone".
Il Ministro dell'Economia il 6 Maggio 2010 sosteneva: "L'Italia sta meglio di altri Paesi ed e' vacinata da eventuali contagi".
Nel marzo 2010 scrivevo che "il Governo latita, si tira a campare sperando che qualcosa nel mondo riparta... il 2010 sarà un anno molto difficile".
A febbraio 2010 Silvio Berlusconi sosteneva: "In Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l'Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri"
L'Espresso ci ricorda tutti gli spot di propaganda che il Governo ha lanciato per nascondere l'incapacita' a gestire questa difficile fase economica. Non ambisco a diventare Ministro ne' tanto meno Premier, ma sarebbe meglio se chi ha mal gestito il Paese negli utlimi tre anni facesse non un passo, ma un salto indietro.
Un interessante articolo di Giavazzi e Alesina sul Corriere di oggi descrive bene la situazione in cui ci troviamo, le misure che devono essere prese, il fattore tempo e la comunicazione efficace ai mercati finanziari... e soprattutto termina dicendo: Illudersi di avercela fatta solo perché stiamo per approvare questa manovra sarebbe un errore gravissimo.
Pensiamoci.
Il Ministro dell'Economia il 6 Maggio 2010 sosteneva: "L'Italia sta meglio di altri Paesi ed e' vacinata da eventuali contagi".
Nel marzo 2010 scrivevo che "il Governo latita, si tira a campare sperando che qualcosa nel mondo riparta... il 2010 sarà un anno molto difficile".
A febbraio 2010 Silvio Berlusconi sosteneva: "In Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l'Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri"
L'Espresso ci ricorda tutti gli spot di propaganda che il Governo ha lanciato per nascondere l'incapacita' a gestire questa difficile fase economica. Non ambisco a diventare Ministro ne' tanto meno Premier, ma sarebbe meglio se chi ha mal gestito il Paese negli utlimi tre anni facesse non un passo, ma un salto indietro.
Un interessante articolo di Giavazzi e Alesina sul Corriere di oggi descrive bene la situazione in cui ci troviamo, le misure che devono essere prese, il fattore tempo e la comunicazione efficace ai mercati finanziari... e soprattutto termina dicendo: Illudersi di avercela fatta solo perché stiamo per approvare questa manovra sarebbe un errore gravissimo.
Pensiamoci.
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venerdì 8 luglio 2011
I numeri della manovra finanziaria del Governo.
Per rispettare l'impegno preso dal nostro Governo ad azzerare il deficit entro il 2014 ci vogliono 40 miliardi. Tito Boeri dal sito lavoce.info ricostruisce i numeri della manovra finanziaria e si vede che mancano 15 miliardi all’appello, rinviati alla legge delega di riforma fiscale. La manovra 2011 costruita molto in fretta, con pochi ingredienti, dagli esiti distributivi e di gettito assolutamente incerti si e' pensata, come ci dimostrano sempre dal sito lavoce.info di rimpolparla con un classico "copia e incolla" dalla legge delega presentata da Tremonti nel 2001, approvata dal Parlamento nel 2003 e poi largamente non esercitata. Come se nulla, nel frattempo, fosse cambiato nel sistema fiscale erariale, regionale e locale. Il tema del fisco è delicato. Di improvvisazione e pressappochismo non c'è proprio bisogno.
In complesso solo un terzo dell'aggiustamento sembra legato a minori spese, i restanti due terzi sono maggiori entrate al contrario di quanto avvebuto sin qui nella legislatura dove gli interventi si erano concentrati dal lato del contenimento delle spese. Tra le nuove tasse, un peso molto importante ha la tassa sul portafoglio titoli.
Del tutto ignorate le misure per lo sviluppo.
In complesso solo un terzo dell'aggiustamento sembra legato a minori spese, i restanti due terzi sono maggiori entrate al contrario di quanto avvebuto sin qui nella legislatura dove gli interventi si erano concentrati dal lato del contenimento delle spese. Tra le nuove tasse, un peso molto importante ha la tassa sul portafoglio titoli.
Del tutto ignorate le misure per lo sviluppo.
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martedì 28 giugno 2011
La TAV: serve davvero? E quanto ci costa?
Un bell'articolo da http://www.lettera43.it/ ci da qualche strumento in piu' per approfondire il ragionamento sull'alta velocita', i costi necessari, la strategia dei trasporti europei... un qualcosa che va oltre le importanti proteste delle Val di Susa. Personalmente condivido la tesi che siano piu' di valore piccole opere diffuse sul territorio rispetto a pochi faraonici interventi qui e lì nella Penisola. Tutti sanno poi che la prima problematica del trasporto in Italia non sia rappresentata dai collegamenti tra centri urbani, bensì dall’accessibilità alle metropoli e dalla dotazione infrastrutturale intorno alle grandi città. Pensiamoci
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mercoledì 22 giugno 2011
Energia: all'Italia serve una strategia!
Il risultato del referendum ha sancito il no al nucleare, potrei aggiungere che di fatto sia un sì alle energie rinnovabili. Di certo il dibattito di queste settimane ha reso chiaro che nel nostro Paese manchi una visione sul futuro che guidi le grandi scelte energetiche. La riflessione sul ruolo degli incentivi, della ricerca e della produzione delle rinnovabili è attualmente guidata solo dalla necessità di ottemperare agli impegni europei. La Commissione sull’ambiente del parlamento tedesco ha consegnato un rapporto in cui si valuta tecnicamente ed economicamente realizzabile la possibilità di soddisfare tutta la domanda elettrica della Germania con energia verde entro la metà del secolo.
L’Italia è protagonista delle energie verdi: occupiamo il secondo posto al mondo per potenza fotovoltaica installata, 6.300 MW a metà giugno 2011, nell’eolico siamo sesti nella classifica internazionale con 5.800 MW in funzione alla fine dello scorso anno, nelle rinnovabili termiche siamo secondi in Europa con i 2,5 milioni di metri quadrati di solare. Le incredibili scelte / non scelte del nostro Governo hanno rallentato la corsa del fotovoltaico e bloccato quella dell’eolico, ma è sperabile che la normativa recentemente apporvata sul solare e quello previsto nei prossimi mesi per l’eolico e le biomasse diano certezze per una rapida ripresa della crescita.
Sul versante della ricerca e della produzione delle tecnologie siamo invece un po' deboli e soprattutto si nota la mancanza di attenzione verso la creazione di un tessuto produttivo innovativo. Manca del tutto un’azione governativa che indichi priorità per il paese e metta a disposizione risorse adeguate. Sul fronte produttivo/tecnologico operano ormai 800 imprese, ma rimaniamo in forte ritardo se pensiamo ad esempio alla Germania che sulle rinnovabili in pochi anni ha costruito un comparto con 370mila addetti.
Nel comparto fotovoltaico si sono registrate tensioni negli ultimi mesi. Il nuovo decreto penalizza investimenti già avviati nei grandi impianti, ma almeno indica obiettivi di medio periodo, 23mila MW al 2016, e un ragionevole percorso di riduzione degli incentivi, anche con l'obiettivo che la tecnologia possa diffondersi senza incentivi. I tedeschi ritengono che questo possa avvenire nel 2017 e per la stessa data l’Italia prevede di azzerarli:se il costo del solare diverrà tanto inferiore alle bollette elettriche da rendere economicamente appetibili gli investimenti privati.
Ci vorrà una forte regia pubblica per garantire, oltre ovviamente al recupero dei forti ritardi accumulati, anche l’introduzione delle smart grids e la promozione dei sistemi di accumulo. In Italia la sfida delle rinnovabili è affrontabile con maggiori chance rispetto alla Germania, non dovendo uscire dal nucleare, e con la potenza termoelettrica installata è possibile gestire l’intermittenza del sole e del vento, il potenziale del solare è elevato, la nostra rete può più facilmente trasformarsi in smart grid. Ma quello che serve è una discussione seria sulle strategie future a medio e lungo termine. Occorre capire come intendiamo muoverci nei prossimi decenni. La Gran Bretagna ha deciso di tagliare le emissioni climalteranti del 50 per cento rispetto ai livelli del 1990 entro il 2025. La Germania, prima di Fukushima, si era data l’obbiettivo di soddisfare la metà della domanda elettrica al 2030 con le rinnovabili ed è prevedibile che questo impegno venga innalzato per sopperire alla chiusura di tutte le centrali nucleari.
Insomma, emerge la consapevolezza della necessità di governare la rivoluzione energetica in atto. In Italia dobbiamo valutare gli scenari possibili e agire coerentemente e in tempi rapidi nella trasformazione del nostro quadro energetico. A maggior ragione dopo il referendum. Ne va del futuro del nostro Paese.
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